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Contributo affitti tra scartoffie e procedure on-line: una “strage” di domande

A Terni accolte circa 170 richieste di contributo su oltre 500 presentate. Iannoni (Sunia): così si nega un diritto a tante persone in difficoltà. Fora (Patto civico): e l’erogazione dei fondi è pure in ritardo

"Hanno fatto una strage". Di solito, quando si parla di soldi, si dice: pochi, maledetti e subito. Nel caso dei contributi per gli affitti, i fondi sono sicuramente pochi, anche se sarebbero benedetti - perché sostengono chi ha davvero bisogno - e non arrivano presto subito.

A sollevare la questione è il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico per l'Umbria) che ha annunciato una interrogazione rivolta alla giunta regionale in merito ai "contributi per le famiglie in affitto in difficoltà a causa emergenza Covid19 rispetto all'erogazione fondi dell'anno 2020".

Il consigliere regionale fa riferimento al caso del Comune di Orvieto "uno fra i più abitati dell'Umbria e quindi dotato di strutture amministrative certamente consone ad erogare in oltre un anno i contributi per le famiglie in difficoltà e che, a 12 mesi di distanza dal bando della giunta regionale, mi risulta non aver trasferito nelle tasche dei cittadini bisognosi i legittimi aiuti da loro richiesti".

Fora chiede dunque di sapere "quali urgenti azioni intende porre in essere Palazzo Donini per aiutare il Comune di Orvieto ad erogare le somme spettanti alle famiglie in difficoltà; se esistono in Umbria altri casi di Comuni che ad un anno di distanza dagli aiuti regionali e nazionali definiti per i cittadini in difficoltà non hanno ancora trasferito le risorse economiche ai cittadini" e "se la Regione, visto quanto successo in occasione dell'erogazione dei contributi 2020, non intenda modificare le procedure di assegnazione degli aiuti ai Comuni ed ai cittadini per velocizzare il trasferimento di denaro alle famiglie in difficoltà".

"In realtà, un anno per l'erogazione dei contributi - spiega Rossano Iannoni, segretario regionale del Sunia Cgil - è una tempistica abbastanza normale. A Terni, lo scorso mese di novembre, siamo stati noi a chiedere una proroga per la presentazione dei ricorsi perché due settimane, soprattutto nel periodo Covid, non ci sembravano sufficienti. Certo, bisogna capire nel caso specifico di Orvieto a che punto è la procedura. Se sono ancora in fase istruttoria o se si tratta di un ritardo legato alla erogazione dei contributi. Si potrebbe fare meglio? Sicuramente sì, si potrebbero ridurre i tempi anche a sei o sette mesi".

Il problema che Iannoni sottolinea però è un altro. Ed è legato alla "novità" introdotta proprio per le domande del 2020. La procedura è stata infatti informatizzata e le richieste si presentavano on-line attraverso una piattaforma regionale. Gli stessi documenti dovevano però essere presentati in formato cartaceo anche al proprio comune di residenza.

Ed è qui che si è creato un vero e proprio "buco nero" che ha restituito tanti errori e tante difficoltà. Perché, in sostanza, il programma regionale non evidenziava tutti gli eventuali errori presenti nelle pratiche. Col risultato che alcune richieste venivano preliminarmente bocciate per alcune carenze. E poi, in fase di graduatoria definitiva, emergevano altri errori che - di fatto - rendevano quella pratica irricevibile.

"Posso fare l'esempio di quanto accaduto a Terni - spiega Iannoni - dove sono state accettate una sessantina di domande per la graduatoria provvisoria. Ma poi, in quella definitiva, sono state tutte bocciate".

Sempre per restare nella città dell'acciaio, rispetto alle oltre 500 domande presentate (520) ne sono state accolte circa 170. "Per moltissime - prosegue Iannoni - è arrivata la bocciatura dopo il ricorso", proprio perché gli errori evidenziati in fase istruttoria non erano tutti quelli presenti nelle domande. "Hanno fatto una strage", dice il segretario del Sunia.

Resa ancora più "spietata" dal fatto che in molti casi il sindacato non è stato in grado di sostenere gli utenti nel percorso di regolarizzazione della pratica. Le graduatorie vengono pubblicate agli albi pretori on-line dei Comuni. Ma, per ragioni di privacy, gli elenchi riportano dei codici che sono conosciuti dagli uffici e da chi ha presentato la domanda.

"Abbiamo chiesto al Comune di Terni di avvertire personalmente chi aveva presentato la domanda, ma nessuno lo ha fatto. E noi, come sindacato, non potevamo sapere chi ci fosse dietro a questo o a quell'altro numero. Questa è un'ingiustizia, perché così non si fa altro che negare un diritto a tanta povera gente in difficoltà, che chiede un contributo perché non ce la fa ad andare avanti".

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