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“Il Teatro Verdi di Terni deve tornare a vivere come contenitore di cultura e socialità”

L’Ordine degli architetti “compie” cento anni, il presidente Stefano Cecere: “Siamo stati vigili e continuiamo ad esserlo su quanto realizzato e recuperato nella nostra città”

stefano cecere-2“Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà”.

Cita Walt Disney il presidente dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Terni, Stefano Cecere, durante il suo intervento nell’ambito del convegno dal titolo “Architettura e territorio nella città del costruito”, organizzato nei giorni scorsi in occasione dei cento anni dalla fondazione dell’Ordine.

L’evento si è tenuto al Palasì ed è stato il primo di due convegni pubblici intorno al ruolo della professione e al contributo del lavoro degli architetti per la crescita e la qualità di vita della comunità. Un’occasione di riflessione sulle qualità esistenti e sulle nuove sfide che attendono chi si occupa dell’attività edilizia e di trasformazione del territorio, con uno sguardo anche alla realtà locale.

Nel corso degli interventi, è stato osservato che “le città e il territorio italiano – riporta una nota diffusa dall’Ordine della provincia di Terni - stanno vivendo per la prima volta dal secondo dopoguerra un nuovo ciclo edilizio non più segnato dall’espansione e dalla crescita, ma dalla conservazione, dal rinnovo e dalla riqualificazione del costruito. Il convegno ha trattato del ruolo di chi si occupa del lavoro della città e del territorio: architetti, tecnici, imprese, responsabili della pubblica amministrazione, dei nuovi rispettivi compiti e visioni, con proposte di nuove regole e strategie ritenute più urgenti e necessarie”.

Si è dunque parlato, tra i vari temi, del Teatro Verdi e dei teatri, del consumo di suolo, della qualità del costruito e del ricostruito e della relativa riqualificazione, tutela ed utilizzo dei beni culturali, della riconversione di luoghi, aree, edifici abbandonati, degradati o sottoutilizzati, del PalaTerni, dell’ex Camuzzi, ex Gruber, ex Bosco, palazzo BancaItalia, palazzo Inps, palazzo Primavera, dell’arte urbana, dei quartieri degli artisti e botteghe artigiane, del museo della città, della mobilità, del turismo per una città attrattiva, della mission e del ruolo degli architetti nella società caotica e in mutamento veloce, della necessità di nuove regole più moderne e agili, del nuovo Prg, della cucitura città-periferie-antiche municipalità, dell’identità cittadina vera o presunta.

“In questa società dell’effimero e del temporaneo - ha affermato, in sintesi, il presidente Cecere -appartenere da cento anni a un ordine professionale è azione durevole e di grande significato. Ricostruire edifici distrutti identici a come furono, nella convinzione di far rivivere il passato, equivale all’illusione di poter far risorgere un morto” ha citato Cecere dalle parole del professor Alessandro Morandotti (ordinario in storia dell’arte moderna all’Università degli Studi di Torino) e ha proseguito: “Il nostro ordine in questo tempo è stato vigile e continua ad esserlo su quanto realizzato e recuperato nella nostra città. Si è fatto portatore di alcune scelte sulla viabilità e sull’importanza della nostra fontana, posta nella piazza più centrale di piazza Cornelio Tacito. Ha ascoltato ed è intervenuto sulla necessità della copertura e del suo restauro dell’anfiteatro romano, ancora non risolto e in itinere. Stiamo guardando con attenzione ad un altro spazio di aggregazione e di cultura riemersa in largo Fratelli Cairoli. E abbiamo assistito in silenzio, non posso assicuravi per quanto, alle discussioni sul recupero di uno dei simboli più importanti del nostro tessuto urbano: il Teatro Verdi, al quale dobbiamo ridare vita come contenitore di cultura e socialità, con l’aiuto di tutti”.

Il secondo evento dell’iniziativa per il centenario della costituzione dell’ordine professionale degli architetti si svolgerà venerdì 10 novembre, alle 15.30, presso il Palasì. Con la presenza dell’architetto ed ingegnere paesaggista berlinese, Andrea Kipar, e dal titolo “Ambiente, Natura e Architettura”, l’incontro vuole suggerire i migliori temi del lavoro edilizio e urbano e del compito degli architetti per un nuovo rapporto con la natura ed il paesaggio.

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