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L'istituto musicale "Briccialdi"

L'istituto musicale "Briccialdi"

Briccialdi, ecco l'ultima convenzione con il Comune: fondi dimezzati

Approvata dalla Giunta, il contributo scende dai 700mila euro del 2018 ai 300mila del 2020. L'assessore Giuli: "Un atto per accompagnare il processo di statalizzazione già avviato". Prosegue il piano di rientro dal debito

Fondi dimezzati già dal prossimo per l'istituto musicale Briccialdi ormai avviato verso la statalizzazione. La giunta comunale di Terni ha approvato la nuova convenzione triennale con la quale, secondo quanto già definito nel bilancio riequilibrato, palazzo Spada ridurrà il contributo al Briccialdi nei prossimi due anni. Confermati i 700mila euro per cui era stato preso l'impegno nel 2018 che scenderanno a 400mila euro nel 2019 e 300mila nel 2020.

"Ma il contributo potrebbe essere anche rivisto visto che il processo di statalizzazione dell'istituto è iniziato - spiega il vicesindaco con delega alla Cultura, Andrea Giuli - e nell'ultimo quadrimestre del 2018 il Briccialdi ha già ottenuto cospicui finanziamenti da parte del ministero per circa 800mila euro. Prevedibilmente dunque questa sarà l'ultima convenzione tra il Comune e l'istituto, un accordo transitorio per accompagnare il processo di statalizzazione, uno sforzo integrativo che farà l'amministrazione comunale per sostenere l'istituto".

In base alla convenzione sarà trattenuta dal contributo la rata annuale prevista nel piano di rientro trentennale dal debito accumulato per il mancato pagamento del personale comandato anche se è "impegno delle parti - si legge nel documento - prevedere e quanto possibile elaborare forme di estinzione del debito che riducano la durata trentennale del piano di ammortamento". Nel piano di rientro non figurano circa 16mila euro di mancati rimborsi delle spettanze per il personale comandato maturati tra il 20 ottobre e il 31 dicembre 2016 che sarà estinto entro il 2020. 

Per quanto riguarda proprio il personale confermato il comando di due unità, un coordinatore amministrativo e un operatore amministrativo, che potranno scegliere - entro la durata della convenzione che scadrà il 31 dicembre 2020 - se rimanere nei ruoli del Comune o transitare nei ruoli Afam.  

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