Coronavirus, ex zona rossa “dimenticata”: “Nessun aiuto dalla Regione”

Giove, la protezione civile scrive al Comune: non è possibile concedere contributi come da voi richiesto. Il sindaco Parca: ma allora perché si fanno promesse che non si è in grado di mantenere?

Sono le 9.31 del 28 aprile quando dalla casella di posta elettronica del sindaco di Giove parte una mail all'indirizzo di Borislav Vujovic, dirigente del servizio di protezione civile regionale.

lista beni giove-2“Facendo seguito a quanto concordato per le vie brevi - scrive il sindaco, Alvaro Parca - trasmetto in allegato la lista dei beni di prima necessità stimati per le famiglie in difficoltà a causa del protrarsi della condizione di zona rossa del comune di Giove”. Nell'elenco allegato compaiono pannolini per bambini, pacchi di sale e pasta, scatolette di tonno, omogeneizzati, passate di pomodoro, zucchero, latte e prodotti per l’igiene personale e della casa. Insomma, beni di prima necessità per famiglie in difficoltà. Difficoltà incrementate dalla condizione di “zona rossa” a causa dell’emergenza Covid19. Giove è stata in isolamento per 23 giorni fino alla “liberazione” dello scorso 3 maggio.

Dal primo cittadino erano già stati lanciati numerosi appelli relativi alla necessità di un sostegno finanziario, fino alla data del 13 maggio, quando la situazione è precipitata perché il fondo messo a disposizione si è esaurito, così come i buoni spesi garantiti dal Governo e i pacchi alimentari distribuiti dalla parrocchia. È stato a questo punto che il sindaco ha rinnovato la richiesta di aiuto alla Regione e lanciato anche un “sos” ai concittadini, che in una gara di solidarietà davvero notevole hanno permesso di raccogliere oltre 21mila euro.

Oggi, la vicenda sembra definitivamente concludersi. Ma nel peggiore dei modi.

“Né la normativa nazionale né le risorse finanziarie gestite dallo scrivente servizio – spiega Vujovic in una missiva inviata all’amministrazione comunale e che il sindaco ha diffuso attraverso i canali social del Municipio - consentono la possibilità di concedere contributi sic et simpliciter ai comuni come da voi richiesto”.

“La lettera del responsabile della protezione civile regionale – è il commento di Parca - fa cadere ormai qualsiasi speranza di mantenimento della promessa di aiuti da parte della regione, né economici né quelli sostitutivi in beni alimentari e di prima necessità il cui elenco è stato da me inviato (previo accordo con lo stesso firmatario della lettera) con la nota del 28 aprile, che ammontano poi, in realtà, a non più di 3.000 euro circa! Ma, mi domando: se le cose stanno come dice la lettera, perché si fanno promesse che non si è in grado di mantenere!?”.

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