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Apertura ztl, si allarga il fronte del “no”. Confartigianato: ecco le nostre proposte

È attesa nelle prossime ore la decisione del Comune di Terni sulla possibilità di accesso al centro cittadino. L’associazione di categoria: dal sindaco affermazioni inattese, sulle nostre idee c’è sempre stato un silenzio imbarazzante

Un ingorgo di polemiche sulla riapertura dei varchi per l’accesso alla zona a traffico limitato di Terni. Nelle prossime ore dovrebbe arrivare la decisione dell’amministrazione comunale dopo che nei giorni scorsi il sindaco, Leonardo Latini, aveva anticipato la volontà di spegnere i varchi già dalla giornata di oggi.

Una “fuga” in avanti così come è stata definita dal Partito democratico, che ha suscitato perplessità anche nel gruppo consiliare della Lega, principale forza di maggioranza in città. Ora, al fronte del “no” si aggiunge un’altra voce, quella di Confartigianato Terni, che parla di “inattese affermazioni” del sindaco.

Rilevando che i provvedimenti nazionali e regionali contro la diffusione del Cronavirus sono stati spesso “estremamente punitivi nei confronti delle attività economiche, eccessivi e non giustificati dai dati locali del contagio”, l’associazione di categoria ricorda che “è dal marzo 2020 che esorta invano l’amministrazione comunale a uscire dall’inattività e dall’alibi della sperimentazione sì-sperimentazione no per predisporre un pacchetto di misure, tra cui la riapertura della ztl. La nostra proposta consiste nella creazione di una fascia di accesso facilitato al centro città dedicata allo shopping serale o pomeridiano (per tenere conto delle variazioni del coprifuoco) con possibilità di accesso a tutti i veicoli e di fermata nella ztl senza possibilità di sosta. Essa nasce dalla necessità dettata dall’emergenza di incentivare il mezzo privato per impedire gli affollamenti dei mezzi pubblici e di sostenere con provvedimenti eccezionali tutte le imprese, ognuna nella sua specifica localizzazione”.

“La proposta – spiega Confartigianato Terni - tiene in debito conto che l’accesso alle aree pedonali è presidiato in modo estremamente limitato dai varchi elettronici, e quindi la limitazione di fascia oraria veniva accompagnata anche da una disponibilità a ragionare di tragitti di entrata-uscita da riaprire al traffico proprio perché per raggiungere con successo gli obiettivi occorre una capacità/propensione al controllo e al presidio dei flussi veicolari con personale in strada, che il Comune non ha mai dimostrato in passato. Tale riapertura emergenziale secondo noi dovrebbe essere non brevissima, ma ripetuta il più possibile nel periodo dell’ormai troppo lunga emergenza, soprattutto in coincidenza e a sostegno degli eventi commerciali e infatti l’abbiamo riproposta per Natale, i saldi, san Valentino ottenendo sempre il silenzio imbarazzante, quando non l’espresso diniego, da parte dell’amministrazione comunale”.

L’associazione di categoria rinnova dunque la considerazione secondo la quale la decisione di aprire il centro sia “una fuga in avanti inattesa e slegata dal dibattito cittadino. Apprezziamo certamente la volontà che finalmente l’amministrazione dimostra di decidere sull’argomento, prendiamo atto dell’ampiezza del provvedimento e confidiamo nella esistenza di un piano operativo comunale che appronti i necessari controlli per rendere positiva e non controproducente l’iniziativa. Siamo molto critici invece riguardo il collegamento che l’amministrazione comunale fa tra la riapertura della ztl e l’ordinanza regionale, sia perché la riapertura della ztl deve essere collegata logicamente con l’emergenza Covid19, sia perché l’obbligo di chiusura di tutte le attività commerciali il sabato pomeriggio e la domenica posto dall’ordinanza regionale è abnorme, eccessivamente penalizzante, inopportuno e potenzialmente controproducente, perché obbligare alla chiusura i negozi in fasce orarie in cui gli spostamenti all’interno del comune sono consentiti, determina flussi di persone che stazionano nelle vie”.

“Così facendo si richiede ai commercianti un enorme sacrificio e contemporaneamente si dà la sensazione, che esso sia inutile per combattere i contagi. L’ordinanza pertanto non va accompagnata da provvedimenti compensativi comunali, essa va cambiata, graduando le restrizioni su base comunale in modo da consentire la riapertura del commercio già dal prossimo sabato. È possibile, semmai, prendere in considerazione una chiusura obbligatoria solo domenicale”.

Al contrario, un centro storico vivo, vivibile e con le vetrine accese potrebbe “diffondere e sostenere una sensazione di normalità che contribuisca al rispetto delle norme – conclude Confartigianato in riferimento ai recenti fatti di cronaca che si sono svolti in città - sia per giovarsi della presenza professionale dei gestori dei bar e ristoranti che hanno già dimostrato e realizzato a Terni servizi privati di vigilanza e capacità di proficua collaborazione con le forze dell’ordine”.

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