Emergenza casa, 150 gli alloggi popolari ancora chiusi e inutilizzati

Il presidente dell'Ater, Almadori: "Percentuale esigua, pronto per Terni un piano da 3,5 milioni di euro per le manutenzioni straordinarie sui 3500 appartamenti in città". Verifiche su casi di presunti subaffitti e occupazioni senza titolo

Uno degli alloggi popolari chiusi

Sono 150 gli alloggi popolari chiusi e inutilizzati in città. Alla richiesta di ricognizione sul patrimonio disponibile, sollecitata dal Comune di Terni dopo la polemica del Sunia Cgil sui ritardi nelle assegnazioni, rispondono i numeri di Ater Umbria che ha messo a punto per la città dell'acciaio un piano da 3,5 milioni di euro per le manutenzioni negli oltre 3mila appartamenti destinati all'edilizia pubblica.

Per la precisione 3.350 quelli di proprietà di Ater ai quali si aggiungono altri 250 di proprietà del Comune di Terni. "Di questi - spiega il presidente Alessandro Almadori - circa 150 sono ancora da manutenere anche se per 50 i lavori sono già in corso mentre per i restanti c'è una situazione più complicata. Si tratta di una percentuale esigua rispetto al patrimonio di cui disponiamo e per il quale è stato avviato un piano di manutenzione straordinaria per 3,5 milioni di euro che arrivano dai fondi del Por Fesr. In questa cifra circa 1,2 milioni di euro sono destinati agli edifici di proprietà del Comune con cui è stata avviata una interlocuzione positiva con l'obiettivo di riqualificare il patrimonio immobiliare". 

Cento case pronte per essere assegnate

Sono invece 100 gli alloggi nei quali la manutenzione è stata terminata e "sono pronti per essere subito assegnati - prosegue Almadori - non appena il Comune avrà completato la composizione della commissione". Questa dunque la disponibilità a fronte delle circa 500 le domande presentate per un alloggio "ma alla fine sono circa 300 quelle risultate valide il che equivale a dire che riusciremo a rispondere a oltre il 30% delle richieste in città, una percentuale enorme soprattutto in rapporto ad altre realtà italiane", dice ancora il presidente dell'Ater.

Scambi di case e subaffitti irregolari

Ma oltre che una scandagliata nei database dell'azienda sarà necessaria anche una verifica sull'utilizzo degli alloggi popolari già assegnati per ottimizzarne l'impiego e soprattutto per scovare eventuali irregolarità. Molti appartamenti risultano infatti assegnati da molti anni e dove magari un tempo viveva una famiglia numerosa oggi è rimasta una sola persona. O viceversa. L'Ater già dà la possibilità ai singoli di mettersi d'accordo per scambiarsi gli alloggi tra famiglie più e meno numerose. In altre sitiuazioni invece, come le segnalazioni giunte proprio dopo il botta e risposta dei giorni scorsi sulle assegnazioni, ci sarebbero presunti casi di subaffitto o di appartementi dove vivono parenti dell'assegnatario deceduto.

"Le segnalazioni che ci sono giunte parlano di situazioni in alcuni casi fuori controllo che verificheremo puntualmente",  promette l'assessore al Welfare, Marco Cecconi. "Qualche fenomeno di subaffitto potrebbe esserci ma non è facilmente individuabile - commenta il segretario regionale del Sunia Cgil, Rossano Iannoni - potrebbe trattarsi di qualche persona rimasta sola in una casa grande e che non ce la fa a pagare l'affitto. Quanto alle altre situazioni, si tratta di normali subentri di figli e parenti dell'assegnatario previsti dalla legge, non sono pochi ma sono regolari. Se ci dovessero essere poi occupazioni senza titolo queste verrebbero comunque fuori nel giro di un anno, quando tra settembre e ottobre occorre presentare le dichiarazioni dei redditti degli assegnatari per confermare o meno il canone di affitto. In ogni caso i controlli sono doverosi e necessari". 

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"Le verifiche avvengono di prassi - dice il presidente dell'Ater, Almadori - e riguardo le occupazioni senza titolo mi sento di dire di che si tratta di un fenomeno non diffuso, casi sporadici nei quali si interviene di conseguenza. Peraltro è prevista la possibilità di ospitalità temporanea per massimo due anni, rinnovabili, non solo a figli e parenti ma anche per casi di necessità. Per quanto riguarda i subaffitti abbiamo al momento un caso segnalato sul quale si sta intervenendo e comunque l'alloggio è già stato recuperato".  

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