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Domenica, 21 Aprile 2024
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Terni, l’ex Milizia da centro ricerca ad alloggi residenziali: “Urge confronto con la Regione”

Atto d’indirizzo del Partito Democratico: “L’azienda ospedaliera sta subendo un costante impoverimento”

Adeguamento dell’ex Milizia da progetto sanitario a centro residenziale a servizio delle famiglie dei pazienti del Santa Maria gestito dell'Ater. Intorno a questo punto ruota l’atto d’indirizzo a firma dei consiglieri comunali del Pd (Francesco Filipponi, Pierluigi Spinelli, Maria Grazia Proietti) e dal consigliere Jose Maria Kenny della lista Innovare per Terni. I consiglieri chiedono alla giunta comunale di aprire un immediato confronto con la Regione Umbria “sui motivi che hanno indotto ad abbandonare o comunque a non tenere in considerazione il progetto di adeguamento sanitario del fabbricato denominato ex Milizia a centro dialisi, laboratorio analisi, poliambulatori, laboratorio per la preparazione dei farmaci oncologici e laboratorio galenica, all’esito del quale valutare l’eventuale interruzione dei lavori di trasformazione per cambio urbanistico”.

“L’Ater Umbria - si legge nell’atto d’indirizzo - recentemente ha inviato al Comune di Terni la specificazione della destinazione d’uso per la realizzazione di una struttura extra-alberghiera in quanto intende utilizzare i suddetti immobili dell’ex Milizia a fini ricettivi extra-alberghieri con rifunzionalizzazione degli spazi per la realizzazione di residenze temporanee dedicate a categorie sociali disagiate al fine di dare risposta a un bisogno residenziale temporaneo connesso con l’esigenza di assistenza a familiari ricoverati presso il vicino ospedale. Il consiglio comunale di Terni ha accordato la specificazione a struttura extra-alberghiera, con delibera consiliare. Sono iniziati da qualche tempo i lavori per la modifica della destinazione da sanitaria e ricettiva. Sulla base di questo cambio di destinazione sta venendo meno la proposta di destinazione sanitaria e si sta perdendo tutto il patrimonio con gruppi di continuità, postazioni predisposte per l'ossigeno, utenze già allacciate. La struttura era stata più volte giudicata consona, una volta adeguata, ad ospitare centri di ricerca ad alto livello”. 

“La nostra azienda ospedaliera di Terni - continua l’atto - è soggetto ad un costante impoverimento. Il nostro ospedale ha intollerabili e lunghe liste di attesa, in particolare per ciò che concerne le visite e le liste operatorie urologiche. L’accorpamento dei laboratori di analisi con le radiologie nel dipartimento di diagnostica previsto nell’aggiornamento della convenzione con la facoltà di medicina è una scelta che trova a nostro avviso giustificazione, né tecnica, né amministrativa, né sanitaria”. 

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