"Guerra" delle farmacie, Dominici non molla: "Chiudiamo quelle che rimettono"

L'assessore alle Partecipate per niente intimorito dall'offensiva dell'amministratore unico dopo la mancata proroga dei contratti a tempo: "A Terni il triplo dei dipendenti, l'azienda l'ha distrutta il clientelismo diffuso"

L'assessore Fabrizio Dominici

"L'apertura o la chiusura delle farmacie o i loro turni sono compiti dell'amministratore, il socio ha un dovere di controllo e vigilanza
Ricordo a Sciamanna che lui e il collegio sindacale hanno più volte affermato che la farmacia Falchi ha sempre avuto un margine di contribuzione negativo che ha addirittura eroso la consistenza del Fondo Falchi. Ma allora se una farmacia rimette perchè la teniamo aperta? E' questo il modo con cui si gestisce un'azienda farmaceutica? Il nuovo amministratore saprà di certo fare di meglio di chi ha portato al fallimento questa azienda e ribadisco non potrà né essere un medico né un ragioniere".

L'assessore alle Partecipate, Fabrizio Dominici, non sembra per niente preoccupato dell'offensiva lanciata dall'amministratore unico di Farmacia Terni, Fausto Sciamanna, pronto a portare il Comune davanti alla Corte dei conti e la procura per le scelte sulla mancata proroga dei contratti a tempo e sul blocco delle assunzioni. E replica anche alle critiche arrivate dall'opposizione sul bilancio non ancora approvato. 

"La storia di farmacie Terni è un pò come la nazionale di calcio alla vigilia della partita - dice - tutti ne parlano con la presunzione di onniscenza, senza aver letto una pagina di questa triste storia. E così ingegneri in pensione o avvocati in consiglio, parlano di bilanci e di possibile distruzione di una azienda. Invero l'azienda l'hanno già distrutta il clientelismo diffuso della vecchia politica e la cecità di chi l'ha amministrata, soggetti che nella vita non hanno mai gestito nemmeno una segretaria, ma veri e propri yes man della politica o dei politici che si sono occupati della città riducendola in macerie".

"Nessuno si è preoccupato del fatto che la società Farmacie Terni non rispetti la legge sulla trasparenza - prosegue - che l'amministratore non sappia rispondere ai quesiti che gli sono stati posti dal rappresentante dei cittadini nella sede deputata oppure del fatto che il rispetto della legge, in quella società, sia una cosa eventuale. Il patrimonio pubblico è già stato dissipato e ne è prova il fatto che quella società non è al momento vendibile. Chi comprerebbe un auto con il motore fuso?"

"Provate a guardare l'ultimo acquisto di farmacie avvenuto nel milanese la settimana scorsa - dice ancora - nove farmacie e il relativo magazzino passato alla Cef (cooperativa esercenti farmacia, ndr) unitamente ai 20 dipendenti della società. Quella situazione è assolutamente comparabile con quella di Terni con l'unica differenza che i dipendenti a Terni sono più del triplo. E la fonte è la nota integrativa al bilancio di Farmacia Terni presentata dall'amministratore Sciamanna. Insomma il brocardo a cui si ispirano evidentemente l'ingegnere e l'avvocato è visto che non riusciamo più a controllarla 'muoia Sansone e tutti i filistei' e non invece proviamo a salvare il salvabile per farla ripartire".

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"Evidentemente la politica prevale anche sulla morale - conclude l'assessore - e le promesse fatte in campagna elettorale contano più della sopravvivenza della stessa azienda per la quale, l'organo di controllo ha più volte denunciato la compromissione della continuità aziendale. E allora continuiamo così come è stato fatto fino a quattro mesi fa, gli immobili delle società partecipate Sii prendono in affitto da una unica famiglia, nonostante il Comune ne abbia un centinaio disponibili, la proroga della proroga dei bandi di gara si fa per mantenere il controllo politico sui cittadini, la legge è prerogativa del collegio sindacale, per lo più nominato dagli stessi politici, e il Comune non si deve permettere di controllare. Non è certo questa la Terni che abbiamo in testa".

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