Farmacie, duello Dominici-Sciamanna: bilancio ancora in sospeso

L'assessore ha chiesto nuovi chiarimenti all'amministratore unico che si è riservato di rispondere, assemblea nuovamente rinviata

La farmacia di corso Tacito

Farmacie, il duello tra Dominici e Sciamanna finisce...ai supplementari. Dopo mesi di polemiche e scontri a distanza, per la prima volta si sono ritrovati l'uno di fronte all'altro questa mattina in assemblea dei soci che si è conclusa tuttavia con un nulla di fatto rispetto alle belligeranti premesse della vigilia.

L'assessore alle Partecipate del Comune di Terni si è presentato con tre pagine di quesiti per l'amministratore unico della società, che era accompagnato dal direttore marketing Nulli Pero e un altro consulente poi invitati a lasciare la riunione, che si è riservato di rispondere sulla sfilza degli interrogativi sul bilancio in una successiva occasione. Assemblea dunque aggiornata e approvazione del bilancio 2017 ancora in stand by. L'atteggiamento dell'amministrazione comunale tuttavia non cambia e quindi se non ci saranno risposte ritenute valide rispetto alle questioni sollevate il bilancio di Farmacia Terni non verrà approvato. Non c'è stato peraltro tempo per deliberare, come era nelle intenzioni dello stesso Dominici, l'azione di responsabilità nei confronti di Sciamanna per poter procedere alla revoca dell'incarico.

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In questo senso il sindaco Latini e il suo "mastino" di Giunta attendono anche il consiglio comunale di venerdì, dove si discuteranno le linee di indirizzo sulle nomine nelle partecipate presentate dal presidente Francesco Ferranti, per avere un'altra freccia nell'arco per colpire Sciamanna e procedere al rinnovo dei vertici di tutte le aziende partecipate del Comune. "Un atto che è illegittimo - tuona il capogruppo del Pd, Francesco Filipponi - perché delle semplici linee di indirizzo non possono sostituire il regolamento che è stato approvato dal consiglio comunale nel 2010 e che andrebbe prima abrogato". Di contro sullo sfondo resta sempre l'ipotesi della liquidazione sulla quale, a fronte del mancato funzionamento dell'assemblea e della mancata approvazione del bilancio, potrebbe tornare a spingere il collegio dei revisori.  

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