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La “spedizione dei mille” contro le morti improvvise: la squadra per la vita è sempre più numerosa

Corsi di formazione in tutte le scuole dell’Umbria per formare persone in grado di intervenire “in modo tempestivo e adeguato” in caso di arresto cardiaco: nei prossimi giorni toccherà agli studenti del Casagrande di Terni

Si sta realizzando in tutta l’Umbria una squadra di mille volontari che non solo si formano per poter intervenire in caso di necessità ma che, forniti di un kit dimostrativo con tanto di manichino e defibrillatore trainer, a loro volta si prendono l’impegno ciascuno di informare almeno altre 30 persone in un anno.

Il conto è presto fatto: con questo meccanismo che si rifà al metodo della “catena di Sant’Antonio”, ogni anno 30mila persone vengono coinvolte e sanno come comportarsi in caso di necessità. Della catena fanno parte giovani e adulti, ma il ruolo principe lo hanno sicuramente le scuole.

L’obiettivo è quello di contrastare le tante morti per arresto cardiaco improvviso. Un fenomeno che in Italia riguarda 60mila persone all’anno di cui però 8 su 10 potrebbero aver salva la vita se si fosse in grado di intervenire in modo tempestivo e adeguato. Tempestivo significa entro i primi 5 minuti, mentre adeguato significa praticare un massaggio cardiopolmonare e utilizzare un defibrillatore.

“Un fenomeno che può riguardare chiunque, all’improvviso, in ogni posto. Ecco perché è indispensabile che l’intera popolazione sappia intervenire in modo tempestivo e adeguato, nella consapevolezza che la vita di una persona può dipendere proprio da ciascuno di noi. La squadra per la vita è un progetto portato avanti da un insieme di associazioni riunite in una associazione temporanea di scopo con il nome di +umanità”.

Già sono stati preparati oltre 500 volontari e nei prossimi giorni parteciperanno ai corsi, con tanto di esercitazione pratica, diverse centinaia di alunni da diverse scuole della regione: l’istituto Casagrande di Terni, la Falchetti Salviani di Città di Castello, l’istituto scolastico Casimiri di Gualdo Tadino, l’istituto scolastico Einaudi di Todi, l’istituto comprensivo di Gualdo Cattaneo, il Giordano Bruno di Perugia. Poi sarà la volta dello scientifico Alessi di Perugia, del Capitini sempre di Perugia, dello Jacopone e della Cocchi Aosta di Todi, dell’istituto di agraria di Todi “e di molte altre scuole – aggiungono dall’associazione - che stanno facendo richiesta”.

“Intanto, il progetto sfonda anche all’estero: una sezione della squadra per la vita è stata implementata in Spagna presso l’istituto scolastico Galileo Galilei di Cordova ad opera della Real Federacion Espanola de Salvamento y Socorrismo mentre un’altra è funzionante in Messico ad opera della commissione per i diritti umani dello Stato di Zacatecas”.

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