Terni in lutto, è morto il giornalista Lorenzo Pazzaglia

Nato a Portoferraio, fu portavoce dell’ex sindaco Paolo Raffaelli. Aveva 68 anni, il ricordo del vicesindaco Andrea Giuli

È morto nella giornata di venerdì 17 gennaio a Terni Lorenzo Pazzaglia. Sessantotto anni, giornalista e addetto stampa di Paolo Raffaelli, sindaco della città dell’acciaio dal 1999 al 2009. Nato a Portoferraio, Pazzaglia ha combattuto a lungo con una grave malattia che non gli ha lasciato scampo.

Tante le attestazioni di stima nei confronti del giornalista. Tra queste, anche il ricordo dell’attuale vicesindaco di Terni, Andrea Giuli: “Voglio mandare un pensiero e un saluto affettuosi a Lorenzo Pazzaglia con il quale ho scambiato le solite quattro battute non molte settimane fa in corso Vecchio. Lui mi ha fatto garbatamente gli auguri per la mia avventura amministrativa, sorridendo sul fatto di come i percorsi della vita a volte stranamente si intersechino e si ribaltino. Lui fu portavoce dell’allora sindaco Raffaelli, io un cronista disorganico e sui generis. Non è stato, a differenza di altri, mai sgradevole con me, pur nella differenza di ruoli, storie e visioni. Sapevo che non se la passava bene. E sapevo anche che stavolta la prova era ultimativa. La notizia non mi coglie di sorpresa, ma mi amareggia molto. Lo ricordo con simpatia. Arrivederci Lorenzo”.

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Parole di stima anche da parte di Giorgio Brighi, di Radio Galileo: “L’ultima volta, con Lorenzo, ci siamo visti questa estate, non ci vedevamo da tempo. Era venuto a trovarci alla radio, io ero in trasmissione, al mixer, lui in piedi sulla porta pronto, come sempre, a partire. Mi parlò, raggiante, della Francia, dove ormai abitava, della nostra comune e cara amica Serena e gli occhi gli brillavano di felicità. Lorenzo lo conoscevo da più di 50 anni: la scuola, il Movimento studentesco, la radio, il lavoro, la vita. Era una persona dotata di un senso critico fecondo e illuminante. Se una cosa gli sembrava ovvia o banale, te lo faceva capire con educazione e senza tanti giri di parole. Le discussioni con lui erano sempre costruttive. Per come l’ho conosciuto io, Lorenzo non soffriva di essere ingabbiato, condizionato, la libertà era la cosa che lui amava di più. Anche per questo lo trovavi in un luogo ma con la mente era anche altrove. Caro Lorenzo, amico ‘di giorni e pensieri’ ti saluto e ti abbraccio riconoscente. Mi piace pensarti così come nella foto, pronto a partire per nuove avventure e spero che tu possa salutarmi in qualche nuovo mondo, con affetto, la tua meravigliosa mamma Lida”.

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