Inceneritore, autorizzazioni sotto la lente

Domani la conferenza di servizi per riesame dell'Aia sull'impianto di Acea, attesa per la pubblicazione del nuovo progetto per bruciare 30.000 tonnellate di rifiuti

L'inceneritore di Acea

Tornano sotto la lente le autorizzazioni dell'inceneritore di Acea a Terni. Domani mattina negli uffici ternani della Regione si terrà la conferenza di servizi per il riesame dell'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale, dell'impianto di Maratta alla quale parteciperanno, oltre ai rappresentanti della multiutility romana, il Comune, l'Asl, l'Arpa e l'Auri. Si tratta di un'attività di routine che svolge la Regione anche se l'ultima ricognizione effettuata risale ormai al 2012.

Il procedimento di domani prende in realtà in esame una parte dell'autorizzazione alla luce di una serie di osservazioni fatte dall'Arpa per abbassare ulteriormente alcuni limiti delle emissioni in atmosfera. Non varrà dunque come rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale che, con le modifiche al testo unico introdotte nel 2014, di fatto non ha più scadenza ma ha un termine massimo di dieci anni per il riesame per quelle già rilasciate. Nel caso dell'impianto di Acea il termine è fissato al 2024.

Resta intanto appesa la richiesta da parte di Acea per bruciare 30mila tonnellate di rifiuti, scarto della raccolta differenziata, a Maratta abbassando la quota oggi autorizzata per incenerire pulper di cartiera. Lo scorso febbraio si è chiusa la prima parte della procedura integrata Aia/Via che ha prodotto delle modifiche al progetto originario. Ora Acea deve ripubblicare il progetto modificato dopodiché sarà convocata la conferenza di servizi in sede di Via, valutazione di impatto ambientale, nel corso della quale potrà essere preso in esame anche l'impatto epidemiologico della richiesta della società romana. Nel 2015, nel corso dell'Aia che si aprì allora in Provincia, il Comune di Terni allora guidato dall'ex sindaco Di Girolamo si oppose alla richiesta di Acea portando come giustificazione l'impossibilità da parte della Conca ternana di subire un ulteriore carico di emissioni inquinanti. Ora la nuova Giunta dovrà confermare questo orientamento nel momento in cui si aprirà la procedura.

Benché siano passati già circa sette mesi dalla possibilità di pubblicare il nuovo progetto, Acea sarebbe comunque intenzionata a portare avanti l'operazione che aveva confermato pubblicamente nel novembre 2017 nel corso di un'audizione dei suoi rappresentanti in consiglio regionale. Come dopo l'ormai archiviata pausa estiva dovrebbero riprendere i contatti con Terni Energia e Italeaf per discutere dell'acquisto dell'area e degli impianti di Nera Montoro dove Acea nel prossimo futuro potrebbe concentrare tutte le attività. Sia quelle legate all'incenerimento, smantellando eventualmente l'impianto di Terni per realizzarne uno ex novo, sia per l'impianto di trasformazione della materia previsto dalle linee guida dell'Auri sul nuovo piano regionale dei rifiuti che tuttavia resta ambiguo sull'ubicazione lasciando aperta anche la soluzione di Orvieto.  

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