Inquinamento e salute, scintille sullo studio Sentieri

L'ex direttore dell'ospedale di Terni Giovannini sminuisce i risultati della ricerca: "A Terni attesa di vita come nel resto dell'Umbria, ci sono tanti fumatori". Bianchi: "C'è un nesso con l'aumento delle patologie, servono ricerche più approfondite"

Un panorama della Conca ternana

Inquinamento e salute, scintille sullo studio Sentieri. Le ha riservate la tavola rotonda che venerdì pomeriggio ha chiuso la lunga giornata di approfondimento "Sentieri da percorrere" promosso dal Comune di Terni per analizzare i risultati della ricerca del ministero della Salute che ha evidenziato - nel periodo 2006/2013 - un generale peggioramento rispetto al precedente studio con un aumento della mortalità nel Sin di Terni, il sito di interesse nazionale riconosciuto dallo Stato, rispetto al resto dell'Umbria e soprattutto un aumento dei ricoveri per alcune patologie specifiche, soprattutto dell'apparato respiratorio, che potrebbero essere ricondotte alla situazione ambientale della Conca.

"Dobbiamo tener conto che per alcune patologie la situazione ha radici nel tempo - ha detto Gianni Giovannini del Servizio prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Umbria e già direttore generale dell'azienda ospedaliera di Terni - e che la speranza di vita dei ternani è la stessa che negli altri comuni umbri. Significa che in questo territorio ci sono alcuni fattori di rischio ma altri che invece tutelano la salute. Senza considerare che qui c'è la più alta incidenza di fumatori che nel resto della regione". L'ex dg del "Santa Maria" ha cercato di confutare i risultati dello studio Sentieri sulla mortalità in età pediatrica, una delle novità dell'aggiornamento della ricerca. E che a Terni ha evidenziato un +40% rispetto al resto della regione nel primo anno di vita (25 tra il 2006 e il 2013) e circa il doppio riguardo alle malformazioni congenite (17). Su questo Giovannini "sospetta l'influenza sull'alto numero di nati non di origine italiana" così come l'elevato numero di pazienti che vengono a curarsi a Terni da fuori regione "e che a volte prendono anche la residenza qui" potrebbe incidere sulle valutazioni finali dello studio. "Se c'è il problema dell'inquinamento - ha concluso - aggrediamolo senza perdere tempo a continuare a fare la diagnosi". 

"Conosciamo i limiti di Sentieri - la replica di Fabrizio Bianchi, uno degli autori dello studio intervenuto al convegno -  che non è uno studio eziologico. La ricerca segnala un peggioramento della situazione rispetto a determinate patologie la cui incidenza in questa zona è più alta che nel resto della regione. Qui c'è un attitudine maggiore dei medici a predisporre i ricoveri? Può darsi. Ma c'è anche una letteratura medica ormai consolidata che ci dice che esiste un nesso tra alcune malattia e la situazione ambientale e con i dati che ci sono già a disposizione io credo che si possa cominciare sin da subito ad agire per ridurre i fattori di rischio". Nella giornata infatti si sono alternati diversi relatori che hanno illustrato quello che si è fatto e che si sta facendo, in termini di studi e di iniziative, per contenere le fonti di inquinamento in una città che ha un problema di quantità, legato alle emissioni derivanti dal traffico e dagli impianti di riscaldamento, specie quelli a legna e pellet, che fanno schizzare i livelli di benzopirene e polveri sottili, ma anche un problema di qualità, legata alla presenza degli inceneritori e delle acciaierie, visto che nell'aria sono alti i livelli di nichel e cromo. 

Cosa fare meglio e cosa fare di più, dunque. "Non c'è un'unica soluzione come non c'è un unico studio che può dare la risposta - ha detto ancora Bianchi - Sentieri indica alcune strade: una mappatura del rischio ambientale e un sistema di sorveglianza ambiente-salute che indichi su quali patologie concentrare l'attenzione. Senza contare la necessità, comune purtroppo ad altre città in Italia, di un piano di bonifica vero, non una messa in sicurezza dei siti. Ci vogliono i soldi, ci vogliono miliardi ma nel medio-lungo termine i risparmi sui costi della salute della gente sarebbero pari o superiori alle spese per le bonifiche. L'attesa di vita aumenta, è vero, ma deve essere in buona salute e spesso non si considerano gli anni di vita persi a curarsi".

Il tema delle risorse economiche

E il tema delle risorse, tanto più in un Comune in dissesto come quello di Terni, è particolarmente rilevante. Perché i soldi servono anche per studi e ricerche che potrebbero consentire di aumentare e approfondire il grado di conoscenza sulle problematiche da aggredire. In vista ci sono le risorse che arriveranno dall'accordo di programma tra ministero della Salute, Regione e Comuni di Terni e Narni, circa 4 milioni di euro, ma in realtà servirebbero fondi strutturali da destinare al settore. Su questo è stato tirato in ballo lo stesso Giovannini, rappresentante della Regione alla tavola rotonda. "I soldi  ci sono per progetti specifici e con obiettivi chiari", ha detto telegraficamente il dirigente. Una palla colta al balzo dal direttore amministrativo della Asl Umbria 2, Pietro Manzi. "L'azienda dal punto di vista della prevenzione sta lavorando su tutti i fronti - ha detto - ma stiamo invecchiando, seppur complessivamente in buona salute, e abbiamo bisogno di rincalzi. Occorre riaprire i concorsi per giovani igienisti e trasferire le competenze acquisite in questi anni". 

"Da stasera comunque si comincia a respirare un'aria migliore", ha chiosato ancora Manzi sottolineando l'importanza della giornata di approfondimento voluta dal Comune. E così non sono passate inosservate anche le parole del direttore del dipartimento Prevenzione della Asl Umbria 2, Guglielmo Spernanzoni, una presa di distanza dal passato e un'evidente contrapposizione con quanto detto dall'ex dg Giovannini. "Finalmente si parla di questi temi con un approccio multidisciplinare e con pacatezza, prima non avveniva così". "Vogliamo avere a disposizione tutti gli strumenti e gli studi necessari per poter prendere le decisioni più efficaci", ha concluso l'assessore all'Ambiente, Benedetta Salvati, replicando con veemenza anche alla presa di posizione di Giovannini.

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Ecco "Neoconca", dove e perchè ci si ammala

Uno dei nuovi strumenti che entro luglio 2019 potrà avere a disposizione l'amministrazione comunale è lo studio epidemiologico "Neoconca" che sarà realizzato dal Dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Perugia e finanziato dalla Fondazione Carit. Uno strumento che dovrebbe consentire , in buona sostanza, di dire se ci si ammala maggiormente di una determinata patologia se si vive in centro a Terni piuttosto che vicino all'inceneritore o alle acciaierie. Uno dei tasselli più importanti che mancacano negli studi di questi ultimi anni a cura dell'Osservatorio provinciale sulla salute spesso al centro delle polemiche. "Le attività di ricerca che verranno svolte sono di due tipi - ha detto illustrando gli obiettivi Giancarlo Pocetta della cattedra di Igiene di Terni - una ricerca epidemiologica geografica o spaziale finalizzata da evidenziare una distribuzione del territorio di raggruppamenti di specifiche condizioni di morbosità cronica per evidenziare aree di rischio particolari e uno studio caso controllo su tre tipologie di tumori volto a stimare il rischio individuale legato all'esposizione ai principali fattori di rischio, residenza, lavoro, comportamento e condizione socio-economica".   

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