Inquinamento, i 5 Stelle sparano: "Confiscare gli utili all'Ast per disastro ambientale"

I grillini portano il caso dei pozzi contaminati da cromo esavalente e dei fumi arancioni all'attenzione di Parlamento e procura: "Si attivi anche il ministero dell'Ambiente"

I fumi arancioni usciti domenica dalle acciaierie

Si alza sempre più il livello dello scontro sui temi dell'inquinamento a Terni e ora il M5S spara pesante contro le acciaierie. "Confiscare gli utili all'Ast per disastro ambientale", attaccano il senatore Stefano Lucidi e il capogruppo in consiglio regionale Andrea Liberati dopo i casi dei pozzi contaminati da cromo esavalente e i fumi arancioni usciti dallo stabilimento di viale Brin nel pomeriggio di domenica. 

“La legge è chiara - dicono - se un’azienda causa un disastro ambientale e mentre esegue le proprie attività trae profitti, allora questi ultimi possono essere confiscati e destinati alle bonifiche. Veleni nell'aria e inquinanti nelle acque sotterranee ben oltre i limiti provocati da Ast configurano un disastro ambientale. Senza se e senza ma. La legge sugli ecoreati, la numero 68 entrata in vigore nel 2015, circoscrive molto bene il caso di disastro ambientale e soprattutto il fatto che, durante le attività d'impresa, siano fatti profitti a scapito dell’ambiente. Nei giorni scorsi la multinazionale tedesca aveva vantato utili per 98 milioni di euro, ma ci chiediamo quale prezzo debba ancora continuare a pagare la città di Terni, perché sono stati accertati veleni e contaminanti sia nell'aria sia nel sottosuolo, ternano".

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 “La scorsa settimana avevamo già denunciato il gravissimo caso degli inquinanti – insistono gli esponenti 5 stelle - tra cui cromo esavalente 1200 volte oltre il limite negli acquiferi sotterranei della Thyssen. Mentre la discussione era ancora in corso, nel dibattito è improvvisamente entrato un video scioccante che mostra vampate altissime di colore arancione sopra lo stabilimento. A poco valgono le timide iniziative prese dal massimo responsabile sanitario locale, il sindaco Latini, che convoca azienda e sindacati, dimostrando anch’egli la sudditanza alla multinazionale tedesca. Mentre a Roma la Lega, insieme a noi 5 Stelle, alza la voce e difende i diritti degli italiani qui a Terni, abbassa la testa supinamente agli interessi dei tedeschi, dimostrando la stessa ingenuità politica dei predecessori del Pd. Tanto più che non è certo la prima volta che dalla fabbrica si levano fumi del genere. Nonostante più volte da noi sollecitati, Comune, Regione e Arpa non hanno nemmeno voluto installare le telecamere con l'obiettivo fissato sugli stabilimenti, evitando così di registrare ufficialmente questo quotidiano caos nei cieli della città”.

“È evidente – concludono - come la città sia fuori controllo. I ternani sanno che sia le acque del sottosuolo che quelle dei fiumi sono già fortemente contaminate da metalli pesanti. Studi su studi confermano una situazione inaccettabile e pericolosa. Ma anche l'acqua del rubinetto è di qualità tutt'altro che eccelsa. Allo stesso modo, i ternani non hanno nemmeno il diritto di respirare un’aria salubre. Che impatto ha questo sulle vite e sul futuro degli stessi dipendenti Thyssen, dei cittadini tutti, dei più giovani che, infatti, scappano?. Per questo sarà presentata un’interrogazione parlamentare il cui testo sarà inviato alle procure. Chiediamo al ministero per l’Ambiente di attivarsi su Terni per certificare definitivamente lo stato di quei luoghi. E soprattutto riteniamo doveroso che quei 98 milioni di euro di profitti debbano essere restituiti ai ternani e destinati alla messa in sicurezza e alla bonifica del sito. Sempre che sia sufficiente”. 

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