La lettera agli operatori del 118 di Terni: “Grazie, avete salvato la vita a mio marito colto da un infarto”

Il dottor Gradoli, dopo tre mesi di lavoro al reparto Covid del Santa Maria, ha avuto un malore al primo giorno di ferie. Tempestivo l’intervento dei soccorsi, la moglie: competenza e garbo, questa è ottima sanità

Una buona notizia. Anzi, due. La prima: quella di un uomo che viene salvato dal tempestivo intervento dei soccorsi. La seconda: una testimonianza di ottima sanità.

foto dr.ssa Proietti (1)-2Il dottor Claudio Gradoli, responsabile della pneumologia dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, nella notte dello scorso 6 giugno viene colto da un infarto. Per lui, dopo tre mesi in prima linea contro il Covid19, è il primo giorno di ferie. La moglie, dottoressa Maria Grazia Proietti (è stata direttrice delle strutture di geriatria e lungodegenza del Santa Maria), allerta i soccorsi. Il resto della storia viene raccontato dalla stessa Proietti nella lettera inviata in queste ore al commissario straordinario della Usl Umbria 2, Massimo De Fino, al direttore sanitario Camillo Giammartino e alla responsabile del servizio 118 Terni, Donatella Granati. Con la missiva, la dottoressa Proietti ha voluto rendere pubblico il ringraziamento agli operatori per il prezioso lavoro svolto, grazie al quale il marito è stato prontamente soccorso.

Ecco il testo della lettera.

Voglio esprimere la mia gratitudine alla dottoressa e al personale tutto del 118 in servizio la mattina, alle ore 3.50, del giorno 6 giugno 2020 che sono intervenuti tempestivamente a Terni presso la nostra abitazione.

Rivolgo il mio più sentito ringraziamento per avere con competenza e garbo - in casa è presente un ragazzo autistico - diagnosticato immediatamente un infarto in corso ed eseguito subito tutte le procedure di soccorso ed assistenza previste.

Ciò ha permesso al paziente di telefonarmi alle ore 5.50, trascorse solo due ore dall’evento, dopo aver eseguito, ovviamente, coronarografia e angioplastica e risolto il problema.

Le fatidiche due ore che tutta la letteratura ci indica come buona pratica sono state pienamente rispettate.

Non conosco purtroppo i nomi di nessuna delle persone intervenute, né potrei riconoscerle, ma a loro va la mia gratitudine, quella di mio marito e dei nostri figli.

Vorrei che voi poteste dare questa testimonianza di buona, anzi ottima sanità alla nostra città e regione certa che solo le buone pratiche potranno garantire una sanità forte, coraggiosa e pubblica.

Naturalmente il fatto che vi scriva la sottoscritta che ha lavorato per 40 anni, come ben sapete, presso l’azienda ospedaliera di Terni (la dottoressa Proietti ha diretto le strutture di geriatria e lungodegenza, ndr) che il malato fosse il dottor Claudio Gradoli, responsabile della pneumologia del Santa Maria, che purtroppo ha pagato il periodo terribile e straordinario quasi con la stessa vita, non fa che sottolineare la bontà di quanto fatto.

Vi ringrazio e vi invio un cordiale saluto

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