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Cascata delle Marmore, il Movimento 5 Stelle: "Va aperta h24"

Liberati e Simonetti: "Il Comune chieda alla Regione di recuperare le somme dei canoni elettrici e demolisca il mausoleo che oggi ospita i negozi al Belvedere"

Cascata aperta h24, una nuova biglietteria al posto dei negozi e una battaglia con la Regione per recuperare le somme dai canoni idroelettrici. E' la controproposta del M5S ai programmi della nuova amministrazione comunale per sviluppare ulteriormente l'attrattività della cascata. 

"Per aiutare davvero la cascata delle Marmore - dicono il consigliere regionale Andrea Liberati e il capogruppo a palazzo Spada, Luca Simonetti - occorre che la nuova Giunta metta in campo un lavoro straordinario, anzitutto nei confronti della Regione Umbria. Primo punto all'ordine del giorno deve essere l'apertura H/24 e regolamentata della cascata stessa, monumento naturalistico che invece, da decenni, è tenuto illegalmente e artificiosamente chiuso, una 'cascata a ore' che sa tanto di paesaggio fasullo, frutto del totale servilismo verso i boss dell'energia idroelettrica. Solo con la cancellazione dell'attuale regime di chiusura, si potrà restituire al mondo un'esperienza autentica e, soprattutto, attrarre un flusso di turisti ben superiore all'attuale, come dimostrano esperienze analoghe a livello planetario. Diversamente - proseguono - la cascata resterà la solita cassaforte per pochissimi che tutti conosciamo. Naturalmente pure il prossimo Ferragosto si leveranno proteste perché qualcuno la chiuderà tra le 13 e le 15: si è mai visto altrove chiudere quotidianamente una cascata, come se andasse a pranzo o a dormire o in letargo d'inverno?". 

Il nodo dei canoni idroelettrici

Una delle battaglie portate avanti in questi ultimi anni riguarda poi la destinazione dei canoni per lo sfruttamento idroelettrico della cascata. "Da un diverso rapporto con Regione e concessionario idroelettrico, quindi con la schiena finalmente diritta, discenderà anche la possibilità di effettuare investimenti veri per il futuro, avviando il recupero delle ingentissime somme, decine e decine di milioni di canoni idroelettrici, finora incassati e trattenuti dalla Regione Umbria senza che Terni abbia mai chiesto e, quindi, ricevuto nulla, se non l'elemosina di 1,2 milioni lo scorso anno, denari peraltro strettamente condizionati a progettazioni specifiche in tema ambientale".

Gli interventi immediati

Ci sono poi cose, secondo i pentastellati, che potrebbero essere fatte sin da subito nell'ambito dell'ordinaria attività amministrativa."Fondamentale sarebbe eliminare l'orribile stazione di servizio ancorché un esteso degrado visuale purtroppo accompagni il visitatore lungo tutta la Bassa Valnerina ternana. Male non sarebbe, infine, se una palla da demolizione abbattesse rapidamente anche quella sorta di osceno mausoleo che, presso il Belvedere Inferiore, racchiude al suo interno l'area commerciale. Un complesso stilisticamente antiestetico, con bagni impresentabili e negozi vuoti, mentre le poche attività in esercizio, tra qualità e cineserie, combattono con umidità e muffe, sottoposte pure a pesanti canoni da un Comune che finora non li ha mai ascoltati. Nella speranza di veder presto demolito il tutto - concludono - si potrebbe almeno piazzarci una seconda biglietteria, come già accaduto in passato, soprattutto prevedendo di poter pagare il ticket per le Marmore finalmente anche on line oltreché con il pos, come ogni realtà turistica già fa ovunque nel 2018". 

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