Martedì, 22 Giugno 2021
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“Adesso buttamo giù lu palco”, l’ultimo assolo di Marco Collazzoni

Musicista, pittore: Terni piange la morte dell’artista, ucciso a cinquant’anni da un male incurabile. I ricordi e le testimonianze di chi ha condiviso il palco con lui

Foto da Facebook

L’ultima canzone è l’attimo fuggente di un concerto. Per chi suona e per chi ascolta. Si mischiano assieme energia, ricordi – seppure brevi – emozioni. Il musicista dà fondo a tutte le sue risorse, il pubblico si esalta. Un momento catartico.

Questo Marco Collazzoni lo sapeva bene. Ed è per questo che spesso, quando arrivava il momento dell’ultimo pezzo, si avvicinava a chi assieme a lui stava condividendo quel momento e, muovendosi al ritmo delle prime battute, diceva: “Adesso buttamo giù lu palco”.

Musicista, pittore, artista, direttore, maestro. Una forza della natura, con un talento immenso e una umiltà gigantesca. Marco Collazzoni è morto a cinquant’anni, dopo avere combattuto la sua battaglia contro un male incurabile. La sua morte ha ferito nel profondo la città e la comunità di musicisti ternani, ma non solo. Ha spezzato il cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di percorrere con lui un pezzo della storia recente della musica a Terni. Il blue’s, il jazz con la Terni Jazz Orchestra. I gruppi funk, le bande musicali. Non c’era progetto dove Marco non mettesse il cento per cento delle sue energie e del suo talento, che fosse la composizione di un pezzo per orchestra, una jam session improvvisata, magari dopo un buon pranzo preparato da lui o un ritratto disegnato al volo con una biro.

“In questi due anni e rotti non abbiamo potuto fare nulla di specifico insieme, anche se ci siamo incontrati più volte per ipotizzare, discutere, immaginare iniziative, da musicista e pittore sorprendente e umile quale era. Ma, a suo modo, determinato. Poi lui si ammalò, e sono successe in poco tempo tante cose. Quasi tutte di ostacolo”, ricorda il vicesindaco di Terni, Andrea Giuli.

“Caro Marco, caro amico mio... i momenti insieme a te sono stati veramente tanti. Ho trovato questi, una goccia nel mare dei nostri ricordi. Ricordi che tu avresti raccontato con il tuo stile inconfondibile facendoci morire dalle risate... Ti voglio bene Marco”; scrive invece Bruno Erminero, un altro straordinario musicista ternano.

“Se n’è andato un Maestro, un Direttore, un uomo con un grande estro ed una grande cultura. Ma, soprattutto, una persona semplice ed amichevole: con una battuta, una risata ed un soprannome per chiunque. Buon viaggio, Marco. Grazie di tutto”, sono le parole di Saverio Federici che con Collazzoni – tra le altre cose – ha seguito il tour di Anna Marchesini.

“Ciao Marco, ci siamo conosciuti circa 20 anni fa e hai cambiato la mia vita musicale come hai fatto per tante altre persone. Mi mancherà la tua energia, la tua positività, il tuo lottare contro tutto e tutti e il tuo altruismo... E mi mancherà anche quel tuo adesso buttamo giù lu palco che di solito dicevi sul brano finale dei concerti... Buon viaggio e grazie per aver fatto parte della mia vita”, ricorda David Brizioli.

“Mi viene da piangere e lo farò volentieri per te... Grande musicista e fratello di musica e affetto... Ci mancherà tutto di te…”, dice Marco Rea che in ricordo di Collazzoni ha pubblicato sulla pagina facebook un video che lo riprende assieme a lui e a Francesco Falcioni, altro Maestro di Terni, morto lo scorso anno in un incidente stradale.

“Ricordo quando ti dissi che a Monteleone di Spoleto stavamo cercando un nuovo maestro di banda, quindi ti chiesi se conoscevi qualcuno che potesse essere interessato... Qualche giorno dopo mi chiamasti e mi dicesti: senti Leonardo, ma per quella cosa del maestro della banda, io potrei andare bene? Io strabuzzai gli occhi e mi veniva da ridere per il fatto che mi chiedesse se poteva andare bene. Inizia l’avventura con la banda di Monteleone. E inizia subito a mille, perché il Comitato Gemellaggio Valnerina - Trenton (New Jersey) propose alla banda di essere l’oggetto dello scambio culturale per il 2009. Dunque, la banda vola in America! Che emozione! Dovevamo sfilare per il Columbus Day. Per l’occasione preparammo il tris O Sole mio, Nel Blue, Esculapio. Gli italoamericani in visibilio che cantavano Volare e O sole mio al nostro passare”.

Da musicista raffinato, elegante, preparato, Collazzoni conosceva anche l’importanza del silenzio. Quello che si infila tra una nota e l’altra, quello che prepara un’esplosione di armonia, ritmo e gusto. Ecco, ora è il momento del silenzio. Aspettando magari un altro assolo. Ciao Marco, che la musica ti sia lieve.    

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