Movida a Terni, un affare da 274 milioni di euro l'anno

La città dell'acciaio è però in fondo alla classifica della Camera di commercio di Milano sui ricavi delle imprese del tempo libero. Il vero "tesoro" della Conca è il gelato: 115 milioni l'anno, seconda in Italia

La movida a Terni vale a 274 milioni di euro l'anno ma il vero "tesoro" della Conca sono le gelaterie115 milioni di euro di ricavi, seconda in Italia solo a Firenze e addirittura prima di Milano. Il curioso spaccato arriva dagli studi effettuati dalla Camera di commercio di Milano che, elaborando i dati del registro delle imprese, ha pesato il volume di affari delle aziende del settore del tempo libero in tutti i capoluoghi italiani.

Sul fronte della movida la città dell'acciaio è nota per i suoi locali del centro che soprattutto nel fine settimana attirano migliaia di persone ma parlando di movida in senso esteso, ovvero come imprese del tempo libero, finisce nei bassifondi della classifica italiana stilata dall'ente camerale milanese. Terni si piazza al 75esimo posto con un business annuale di 274 milioni 260mila euro lontano anni luce dai quasi 31 miliardi di Milano e i 27 di Roma che guidano la lista. La Conca viene surclassata anche dai "cugini" di Perugia (25esima) con oltre 1 miliardo di ricavi, doppiata anche dalla vicina Viterbo con oltre 500 milioni di euro. Due città queste con una popolazione maggiore (Perugia) e minore (Viterbo) di Terni. Ma anche nel confronto con realtà simili a livello demografico, tra i 100 e i 120mila abitanti, solo Piacenza fa peggio della città dell'acciaio mentre ad Ancona, Novara, Bolzano, Vicenza, Forlì, Trento, Pescara e Bergamo la movida fa più affari che dalle parti di piazza Tacito.

Ma quali sono le imprese prese in considerazione? La Camera di commercio di Milano ha tenuto conto delle aziende del settore commercio, alloggi, ristorazione, produzione cinematografica, video e televisiva, agenzie di viaggio e tour operator, attività sportive di intrattenimento e divertimento. In totale, nel primo trimestre 2018, Terni mette complessivamente insieme 3390 imprese, in leggero calo rispetto alle 3430 del 2017. Nel dettaglio 1894 quelle del commercio, 163 negli alloggi, 1119 nella ristorazione, 30 nella produzione cinematografica, 66 le agenzie di viaggio e i tour operator, 119 le attività sportive e di intrattenimento. 

Di contro a un calo delle aziende del settore tempo libero corrisponde un aumento degli addetti impiegati, 9.090 fino a marzo 2018 contro gli 8.531 del 2017, mediamente meno di tre lavoratori ad impresa. Di questi solo 4.066 sono quelli impiegati nella ristorazione, 3888 nel commercio, 466 negli alloggi, 359 nelle attività sportive e di intrattenimento, 260 in agenzie di viaggio e tour operator e 51 nella produzione cinematografica.

Cifre che danno anche il senso dei punti di forza, come la movida dei locali e dei ristoranti oltre che quella dello shopping, e quelli di debolezza sui quali lavorare. Come il turismo, cercando di intercettare il grande flusso di visitatori della cascata, al quale è legato anche quello degli sport outdoor che potrebbero rappresentare una grande opportunità. Senza dimenticare che nel tempo libero si va anche a teatro e Terni un teatro vero non ce lo ha da anni. 

Dando uno sguardo al panorama nazionale, come detto Milano è prima in Italia per giro di affari con un business da 31 miliardi di euro su circa 150 miliardi di tutta la Penisola. Milano è prima in Italia per ricavi, seguita da Roma (27 miliardi), Napoli (oltre 6 miliardi), Padova e Torino (circa 4 miliardi l’uno). Il primato di Milano si estende anche agli addetti, con oltre 274mila su circa 3 milioni nel settore nel Paese, davanti a Roma (240mila) e Napoli (133mila). È terza invece per numero di imprese, 42mila su 936 mila in Italia, dietro Roma, con 80 mila, e Napoli, con quasi 61 mila. In Italia ci sono 936 mila imprese legate alla movida, in crescita rispetto alle circa 934 mila del 2017. Ai primi posti Roma con 80mila (erano 79mila un anno fa), Napoli con quasi 61mila (erano 60mila), Milano con oltre 42mila, Torino (31mila), Bari (24 mila), Salerno (23 mila).

Un "tesoro" gelato

Sarà l'afa estiva della Conca che incide sui consumi ma c'è un primato particolare che arriva dal giro di affari delle gelaterie e delle pasticcerie, settore nel quale Terni comunque vanta una tradizione che affonda le radici nel tempo. Con 115 milioni 831mila euro la città è la seconda in Italia per ricavi dai gelati, dietro a Firenze (358 milioni) e addirittura davanti a Milano (83 milioni) e Roma (78 milioni). Staccatissima, seppur sesta in classifica, Perugia (38 milioni). Il risultato è raggiunto dalle 49 imprese del settore attive nel primo trimestre 2018, ovvero lo 0,3% del totale delle imprese italiane e il 4,3% delle imprese di settore. Di queste 46 sono gelaterie o pasticcerie, una produce gelati (la Eskigel, ndr) e due sono ambulanti. Complessivamente danno lavoro a 446 persone di cui 203 solo nell'azienda produttrice.

In Italia il business del gelato ammonta in totale a circa 1,5 miliardi. le gelaterie sono oltre 19 mila tra produzione e vendita e danno lavoro a quasi 73 mila addetti. Regina del gelato è Roma con 1.423 attività e 4.336 addetti. Seguono Napoli per imprese (901) e Milano per addetti (2.918).

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