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Il parco di Leolandia a Capriate

Il parco di Leolandia a Capriate

Leolandia a Narni già a rischio? La Regione scrive al ministro Di Maio

Invitalia parla di indisponibilità di risorse per i contratti di sviluppo, il vicepresidente Paparelli si appella al ministero: "Progetto strategico da salvaguardare"

Leolandia già a rischio? Nemmeno il tempo di sognare ad occhi aperti il grande parco divertimenti a Narni che una lettera inviata da Invitalia alla società che ha presentato il progetto e alla Regione riporta tutti con i piedi per terra. Una comunicazione "relativa all’indisponibilità delle risorse sullo strumento dei contratti di sviluppo che mette in forse la realizzazione di un progetto che assume valenza strategica tanto più nel contesto di un’area di crisi industriale complessa", afferma il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, che - seppur in vacanza - ha preso carta e penna per inviare una lettera al ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, per chiedere "un intervento urgente" che scongiuri l'eventualità che il progetto possa naufragare per mancanza di risorse.

Nella lettera, trasmessa anche ai parlamentari umbri, Paparelli sottolinea la "valenza strategica" dell'operazione anche a fini occupazionali e chiede in particolare al ministro “un’iniziativa che possa dotare adeguatamente strumenti di politica industriale efficaci come i contratti di sviluppo delle necessarie risorse, con riferimento alle aree del Centro Nord, consentendo quindi anche al progetto di Leolandia di poter accedere quanto meno alla fase istruttoria prevista dalle procedure per la valutazione del merito tecnico economico”.

Il progetto, come anticipato nei giorni scorsi, prevede un investimento di 36 milioni di euro e 250 posti di lavoro e nelle intenzioni c'era di inaugurare il parco nella primavera del 2020. Dalla società Leolandia Umbria nessun commento ufficiale ma da quanto trapela la comunicazione di Invitalia non avrebbe un tono perentorio tale da bloccare l'iter del procedimento ma lo sospenderebbe in attesa del reperimento delle risorse necessarie. Cade dalle nuvole il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, che prova a dare un'interpretazione di quanto accaduto. "I contratti di sviluppo sono strumenti che vanno alimentati di continuo - dice - e vanno trovate le risorse per finanziarli ma non credo che possa essere messo in discussione un progetto come questo che, grazie anche a imprenditori locali, porta investimenti ed occupazione sul territorio".

Insomma, nei prossimi giorni si capirà meglio se si sia trattato di un "normale" quanto fastidioso stop&go oppure se il sogno è destinato a svanire in una notte di mezza estate. 

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