Nomine nelle aziende partecipate, si cambia

Via libera dalla maggioranza (senza il gruppo misto) alle nuove linee di indirizzo, ora il sindaco può revocare l'amministratore unico di Farmacia Terni

Il consiglio comunale di Terni

Nomine nelle aziende partecipate, si cambia. "Sì" del consiglio comunale al documento presentato dal presidente dell'assemblea, il forzista Francesco Ferranti, che traccia gli indirizzi generali per le nomine e designazione dei rappresentanti del Comune di Terni negli enti, nelle aziende e società e istituzioni. L'atto, sulla scorta dell'emendamento presentato dallo stesso Ferranti e dal gruppo del Pd, abroga e abolisce il precedente regolamento adottato dal Consiglio nel 2010. 

Rispetto al testo iniziale l'atto è stato modificato con due emendamenti presentati dal Pd che includono tra coloro che non possono essere nominati o designati, oltre ai parenti ed affini del sindaco, dei componenti della giunta –già previsto dal vecchio regolamento – anche i componenti del consiglio. Respinti gli emendamenti presentati dal gruppo 5 Stelle relativi alla pubblicità e ai termini di presentazione delle candidature e alle cause di incompatibilità ed esclusione.

Resta invariato l'impianto del documento che consegna maggiori poteri al sindaco, in particolare per la revoca degli incarichi vincolati al mandato del primo cittadino, e che ora potrebbe essere sin da subito utilizzato per rimuovere dai vertici delle farmacie comunali l'amministratore unico Fausto Sciamanna per i contrasti con l'amministrazione comunale. Dai banchi del Pd tuttavia è stato evidenziato come tale facoltà previsto nel documento contrasti con gli statuti delle aziende nei quali è previsto che gli amministratori restino in carica per tre anni. "Modificheremo anche gli statuti delle aziende", la replica arrivata dalla maggioranza per bocca del consigliere della Lega, Leonardo Bordoni. Sull'atto la maggioranza ha votato compatto anche se non è sfuggita a nessuno l'assenza dei consiglieri del gruppo misto, gli ex azzurri Federico Brizi e Valeria D'Acunzo, che non hanno partecipato nemmeno alla successiva discussione sulle linee programmatiche del sindaco. 

"Ho dato risposta in qualità di presidente - ha chiarito in aula Ferranti - a una richiesta legittima del sindaco che ha facoltà di scegliere se avvalersi di nuovi indirizzi politici in questa materia. Ho impostato questo atto di indirizzo politico in modo che l’attività di monitoraggio della massima assise cittadina permanga. Il contrasto con le linee di indirizzo politico dell’amministrazione comunale può essere una causa di revoca, sulla base dell’esperienza ho riscontrato che ci sono stati contrasti con il management delle aziende. Nell’atto presentato c’è la chiara indicazione di scegliere secondo criteri di competenza, professionalità, per sviluppare relazioni con queste aziende su un piano di parità e non di subordinazione. Abbiamo il dovere di evitare i contrasti e le dissonanze che si sono avute nel recente passato e che hanno danneggiato sia l’attività che i servizi prestati dalle partecipate sia all’attività dell’amministrazione comunale” .

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