Rivoluzione viabilità, novanta strade della provincia passano ad Anas

Inserite nell'accordo con cui la Regione ha trasferito all'agenzia oltre 220 chilometri di tratti stradali dell'Umbria

Le strade passano sotto la competenza di Anas

Dal 1 ottobre prossimo la gestione di oltre 222,5 chilometri della rete stradale regionale passerà dalla Regione Umbria all’Anas, mentre circa 45,6 chilometri verranno trasferiti da Anas alla Regione Umbria. L'accordo è stato firmato nel pomeriggio di giovedì  tra Agenzia del Demanio, Anas, Regione Umbria, Provincia di Perugia e Provincia di Terni.

“Una svolta per la migliore gestione e valorizzazione delle strade umbre”, affermano l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Giuseppe Chianella e i rappresentanti della Provincia di Perugia, la consigliera provinciale con delega alla viabilità Erika Borghesi, e della Provincia di Terni, il presidente Giampiero Lattanzi e la dirigente del Settore Viabilità Donatella Venti. “Il trasferimento più significativo riguarda circa un quinto della rete stradale regionale, che è di oltre 950 chilometri – rileva l’assessore Chianella – determinata da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del febbraio scorso, relativo alla revisione delle reti stradali di interesse nazionale e regionali in undici regioni fra cui l’Umbria allo scopo di garantire la continuità territoriale degli itinerari di valenza nazionale. Nel percorso che ha accompagnato la sua attuazione – sottolinea -, con incontri con il Ministero e successivamente con Anas e le Province di Perugia e Terni, abbiamo voluto cogliere ogni opportunità per la gestione più razionale della rete, l’uniformità della gestione su tutto il tracciato delle strade che attraversano più regioni, la dotazione di risorse per interventi e per la manutenzione”.

“La nostra azione congiunta – prosegue l’assessore – è andata a buon fine. Rispetto a una prima ipotesi di elenco di strade ex statali oggetto di trasferimento da Regione ad Anas che riguardava tratti della Sr 3 Flaminia, la Sr 361 Septempedana, la Sr 418 Spoletina e la Sr 452 della Contessa, la consegna delle strade che vengono così riclassificate comprende anche tratti di altre sei strade: la Sr 71 Umbro-Casentinese-Romagnola, la 74 Maremmana, la 146 di Chianciano, la 209 Valnerina, la 320 di Cascia, la 471 di Leonessa. Per i tratti consegnati circa 130 nella provincia di Perugia e circa 90 in quella di Terni (tra cui la provinciale 209 Valnerina oggi chiusa al traffico per consentire di smontare la Telfer, ndr), funzionali all’innesto con la viabilità nazionale o parti di uno stesso tracciato, per un totale di 222,564 chilometri, Anas subentra alla Regione Umbria nei relativi diritti ed obblighi”.

Alla Regione Umbria, a sua volta, vengono trasferiti tratti di tre strade ex statali finora di competenza di Anas, 318 e Nsa 291 di Valfabbrica e 77 della Val di Chienti, per complessivi 45,603 chilometri, sottesi dalle nuove direttrici Perugia-Ancona e Foligno- Civitanova Marche realizzate nell’ambito del progetto Quadrilatero.

“Acquisiamo nuovi tratti stradali da gestire – afferma l’assessore – mentre una parte rilevante della rete passa sotto l’esercizio di Anas. Ci aspettiamo vantaggi sia in termini di accessibilità e collegamenti sia di miglioramento continuo della qualità dei servizi e della sicurezza delle infrastrutture, con l’auspicio di poter disporre di maggiori risorse per intervenire sulle criticità della rete viaria e che si ponga fina a una situazione che, da anni, vede la Regione lasciata da sola a garantire finanziamenti alle Province per interventi di manutenzione e di urgenza sulle strade regionali”.  

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Per il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, e la dirigente del Settore Viabilità di palazzo Bazzani, Donatella Venti, “si tratta di una scelta strategica che può portare vantaggi al traffico civile e commerciale e, per alcune zone, anche ai movimenti turistici. Nonostante le note difficoltà finanziarie della Provincia  - aggiungono -  lasciamo ad Anas strade in ordine e in buone condizioni, certi che il nuovo gestore, avendo molta più solidità e liquidità finanziaria rispetto a quella che attualmente registrano le Province umbre ed italiane sia in grado di garantire ed accrescere gli attuali standard di qualità”.

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