Degrado in città, spiragli per l'ex Dicat: c'è la nuova asta

La palazzina a due passi dall'obelisco di Pomodoro deve essere venduta, è tra i beni che il Comune deve alienare per fare cassa. Si spera in alcuni soggetti interessati

La palazzina dell’ex Dicat pronta per la vendita. Almeno il Comune ci spera. L’immobile di via Guglielmi, a due passi dall’obelisco di Pomodoro, torna per la quarta volta all’asta. La data è fissata per il 9 aprile.

L’assessore al Patrimonio, Orlando Masselli, lo aveva già annunciato alcune settimane fa, rivelando anche la presenza di soggetti interessati: “L’immobile – ha spiegato - fa parte dei beni comunali da alienare, fino a oggi la vendita non è mai andata in porto, ma ora sappiamo che ci sono degli interessi”. Sui nomi però il riserbo è totale.

Che il Comune sia intenzionato a risolvere la questione è piuttosto palese: i soldi ricavabili della vendita devono al più presto finire nelle mani dell’Osl, l’organismo straordinario di liquidazione, per via dei noti debiti del dissesto finanziario. Il prezzo a base d’asta è lo stesso di quello fissato nel 2018, ovvero un milione e 58mila euro. Tecnicamente, per la cauzione provvisoria, devono essere subito versati 211mila 600 euro. Inoltre, l’eventuale aggiudicatario dovrà farsi carico a proprie spese del trasferimento del materiale di archivio presente nell’ex Dicat. Si tratta di tonnellate di materiale cartaceo, che dovrà poi trovare una sistemazione. La palazzina è da anni uno dei simboli di degrado e abbandono.

Si estende su quattro piani, di cui uno seminterrato, insiste su un’area di oltre duemila metri quadrati che si articola in tre zone destinate rispettivamente ad attrezzature comuni con quota residenziale, una per verde pubblico attrezzato e la terza per viabilità, marciapiedi e accessi carrabili. La variante urbanistica adottata tempo fa ne ha aumentato la cubatura fino a 6.481 metri cubi. Poi con un’altra variante è stata anche allargata la destinazione d’uso per dare più valore e rendere il tutto più appetibile, aumentando il ventaglio delle possibilità: struttura ricettiva alberghiera ed extralberghiera, bar-caffetteria, servizi socio-sanitari, consultori, asili nido, centri comunitari per anziani, poliambulatori e case ‘protette’, uffici e servizi privati.

La valorizzazione dell’ex Dicat porterebbe con sé come conseguenza anche la riqualificazione della zona che adesso è piuttosto buia e pericolosa. I continui bivacchi di sbandati che nel tempo hanno più volte utilizzato la palazzina come rifugio notturno e i frequenti giri poco leciti hanno di fatto costretto l’amministrazione a sigillare gli ingressi e a mettere le grate alle finestre. La struttura ha una posizione strategica, vicino al parcheggio di corso del Popolo e in un’area di raccordo tra la zona centrale e quella del fiume. L’alienazione dell’ex Dicat risale al 2011. Dopo vari tentativi di aste andate deserte, dunque ora il Comune ci riprova con la speranza che questa volta sia quella giusta.

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