Sette, piramidi e viaggi inspiegabili: un viaggio nella Terni occulta

Dalle misteriose origini della città all'enigma di Piediluco passando per le vicende della famiglia Geraldini di Amelia, nell'ultimo libro di Claudio Lattanzi una immagine non convenzionale dell'Umbria

Le "piramidi" di Piediluco

Le misteriose origini di Terni, l’enigma di Piediluco, le mummie di Ferentillo, le inspiegabili piramidi sotterranee di Orvieto, l’incredibile vicenda della famiglia Geraldini di Amelia. E’una provincia dal volto enigmatico ed affascinante quella che emerge dal libro “Umbria esoterica ed occulta” del giornalista e scrittore Claudio Lattanzi pubblicato da Intermedia Edizioni.

"Nascosta dietro l'immagine convenzionale dell'Umbria da spot turistico - dice - c'è un'altra realtà che attende di essere scoperta. E' un viaggio sorprendente sulle orme di messaggi esoterici ed occulti che ci consente di guardare con occhi diversi ad alcuni dei miti, dei personaggi e dei luoghi con cui si identifica da sempre questa terra".

Le origini celtiche di Terni

Nel corso degli ultimi anni ha visto la luce una teoria storiografica che riconduce la genesi degli umbri ai Celti e che, anzi, considera l'attuale Umbria come una delle quattro zone dell'Europa verso le quali si indirizzò la migrazione dei Celti i quali, nell'età del Bronzo cioè 1300 anni prima della nascita di Cristo, abbandonarono la zona danubiana dell'Europa centrale per indirizzarsi anche in Italia centrale.

 Questa è la tesi sostenuta anche da un giovane antropologo ternano, Andrea Agnetti il quale ha sviluppato le analisi pionieristiche elaborate negli anni Ottanta da un docente originale ed arguto come Manlio Farinacci. La teoria prende le mosse dai collegamenti linguistici che esistono tra l'Umbria e la Gran Bretagna. Basti pensare alla catena degli Appennini che prendono il nome dalla dea celtica Penn, protettrice delle montagne cioè lo stesso nome che ritroviamo nel Galles con la catena dei monti Penn oppure alla Northumbria, ovvero l'area geografica compresa tra il nord dell'Inghilterra e il sud della Scozia, tra Edimburgo e Glasgow.

La famiglia Geraldini di Amelia

Di straordinario interesse è anche la strana vicenda della famiglia Geraldini di Amelia la cui vicenda è legata a fatti apparentemente inspiegabili e di grande mistero come la presenza di statue di indios americani in una chiesa di Amelia che sono state scolpite prima della scoperta dell’America.  Ecco allora prendere corpo la possibile spiegazione di un viaggio nel Nuovo Mondo che sarebbe stato compiuto molto tempo prima del 1492 da alcuni membri di una famiglia di nobile schiatta, poi trapiantata ad Amelia, un discendente della quale convinse Isabella di Castiglia, della quale  era confessore, a finanziare l’impresa di Cristoforo Colombo, garantendole che quel viaggio sarebbe andato a buon fine ed avrebbe cambiato le sorti del mondo, oltre che quelle del trono di Spagna

Le "piramidi" di Piediluco e Orvieto

Non meno coinvolgente è la questione relativa alle montagne di Piediluco che, fin dall’antichità, hanno appassionato i viaggiatori di ogni parte del Mondo e creato profonda inquietudine per la loro forma piramidale. La possibilità che possa trattarsi effettivamente di costruzioni umane è tutt’altro che astrusa ed è da collegare alle origine arcaica di quello che, in epoca arcaica, era il grande lacus Velinus di cui l’attuale bacino costituisce solo una piccola frazione residua. 

Altrettanto enigmatiche sono le strutture a forma piramidale nel cuore della rupe di tufo di Orvieto. Si tratta due struttura  risalenti al sesto secolo avanti Cristo che nessun esperto è stato finora in grado di spiegare esattamente che cosa siano. Probabilmente si tratta di un edificio sacro ancora tutto da interpretare che sarebbe stato abbandonato improvvisamente per motivi ancora del tutto oscuri

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Le sette religiose

La seconda parte del libro passa invece in rassegna la presenza in Umbria di associazioni di tipo religioso o para religioso. "Si tratta di una sorta di mondo parallelo - dice Lattanzi - che si può raggruppare in tre macro categorie. Da un lato, ci sono le realtà di derivazione orientale, concentrate soprattutto nella zona di Assisi e caratterizzate da una rielaborazione dell'Induismo e altre correnti di pensiero. Queste realtà che fino a pochi anni fa si sarebbero potute racchiudere nel fenomeno della New Age, fanno quasi sempre riferimento a guru e capi spirituali.  La seconda categoria è quella che potremmo definire eretica rispetto all'ortodossia della Chiesa di Roma perchè è costituita da gruppi che pongono a fondamento della propria visione del mondo e della vita alcuni aspetti del Cristianesimo, ma avversandone e disconoscendone altri.  C'è infine una terza categoria - prosegue l'autore - i cui riferimenti dottrinari sono il frutto di una elaborazione originale operata dal fondatore del gruppo e sono incentrati su psicologia e psicoanalisi. Si tratta di esperienze diverse le une dalle altre, ma in cui si riscontrano due elementi ricorrenti: la presenza di un capo carismatico che ne è spesso il fondatore, vivo o scomparso che sia e una dimensione economica tutt'altro che irrilevante che caratterizza in vari modi la vita delle comunità. E si declina in varie forme. A volte gli aderenti devono semplicemente pagare per effettuare esperienze mistiche, in altri casi sono coinvolti in forme di finanziamento del gruppo religioso mentre in altri ancora è l'adesione stessa al gruppo spirituale che determina una serie di convenienze ed utilità materiali sotto forma di un solidarismo economico che lega tra di loro i membri con indubbi vantaggi per gli aderenti".

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