menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Neurologia, l’ospedale di Terni punta alla formazione multiprofessionale per trattare l’ictus

Con “Time (&care) is brain” si punta su medici e infermieri per fa fronte alla fase acuta della patologia 

Medici e infermieri in prima linea per affrontare in maniera adeguata ed integrata l’ictus ischemico. L’ospedale di Terni ha voluto fornire una ulteriore occasione di formazione per i propri professionisti promuovendo un corso di formazione che si è svolto al centro di formazione ospedaliero in due giornate di studio (17 e 31 maggio) e che ha coinvolto tutte le figure professionali che gravitano intorno alla Stroke unit, oltre a relatori con lunga esperienza nel campo delle malattie cerebro-vascolari che operano in altre strutture ospedaliere. Al centro dell’evento, i trattamenti per la fase acuta dell’ictus ischemico, una patologia che in Italia rappresenta la prima causa di disabilità e la seconda di demenza.

La maggiore coscienza sulle potenzialità terapeutiche nell’ambito della gestione dell’ictus e delle sue complicanze  e l’aumento costante e progressivo dei trattamenti (trombolisi e trombectomia) per la fase acuta dell’ictus ischemico che l’ospedale di Terni ha registrato negli ultimi 4 anni,  hanno spinto i neurologi Maria Stefania Dioguardi e Carlo Colosimo, direttore della struttura di Neurologia e Stroke unit del Santa Maria di Terni, ad organizzare l’evento formativo teorico-pratico, rivolto a medici ed infermieri di vari  reparti.

 “Partendo dal concetto di tempestività delle cure, che si lega all’importanza del riconoscimento dei sintomi, - spiega il dottor Carlo Colosimo -  è fondamentale omogeneizzare i corretti percorsi che conducono il paziente dal Pronto soccorso alla Stroke unit, dove il famoso concetto di ‘time is brain’ (tempo è cervello) diventa ‘time&care is brain’ (il cervello è tempo-e-cura). Di qui l’importanza di discutere delle problematiche mediche e infermieristiche nella gestione in acuto dell’ictus, della difficoltà nel riconoscere l’ictus quando assume aspetti che possono confondere, delle complicanze neuropsichiatriche, della terapia della fase acuta sia endovenosa che endovascolare, dei nuovi trial, delle indicazioni dell’esame ultrasonologico dei tronchi epiaortici ed infine dell’approccio chirurgico alle stenosi carotidee”.  Nel 2018 all’ospedale di Terni sono stati gestiti circa 450 pazienti, di cui circa 70 trattati per la fase acuta  con trombolisi/trombectomia e se ne stimano 100 nel 2019.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TerniToday è in caricamento