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Luna mentre assiste uno dei piccoli pazienti

Luna mentre assiste uno dei piccoli pazienti

Qua la zampa, così il dentista fa meno paura

A Terni la dottoressa Cinzia Poddi ha fatto entrare la pet therapy nel suo studio grazie ad Antonella Barone e le speciali "collaboratrici" Luna e Greta: "Abbassa la tensione e l'ansia e ne beneficia anche la cura"

Dimenticatevi quelle faccine terrorizzate nel silenzio austero di uno studio medico rotto solo dal fastidioso ronzio del trapano. Scene che non avete visto solo nei film o nei cartoni animati ma che magari avete vissuto voi stessi da bambini. A Terni oggi invece lo "spaventoso" dentista fa meno paura grazie alle speciali "collaboratrici" che accolgono i più piccoli nello studio dentistico della dottoressa Cinzia Poddi. Si tratta di Luna e Greta, due golden retriever di 5 e 4 anni, che tra un gioco e una carezza si portano via ansia e tensione.

Così la pet therapy, già ampiamente utilizzata nella cura di patologie più gravi, entra dal dentista con benefici anche dal punto di vista sanitario. Una pratica che in Italia si è diffusa negli ultimi due anni e ora mette un piede, pardon una zampa, pure nella Conca. "Anche io avevo un ricordo traumatizzante di quando da bambina andavo dal dentista - racconta Cinzia Poddi - e quando Antonella più di un anno fa mi ha prospettato questa cosa ho accettato e constatato sin da subito i benefici che ha sui pazienti più piccoli".

Antonella Barone fa parte dell'associazione "Amici per la coda" che si occupa di interventi assistiti con animali che in città già opera con gli anziani nei centri diurni, con il servizio di neuropsichiatria infantile e una volta a settimana conduce Luna o Greta in "servizio" dal dentista. "Il valore di un animale all'interno di un contesto sanitario è già stato sperimentato - spiega - e qui anche se non si parla di patologie la presenza di un cane aiuta ad abbattere ansia, tensione e paura. E' una presenza rassicurante che spiazza e destruttura subito l'ambiente sanitario che non viene più percepito come tale e aiuta i bambini ad affrontare la paura non da soli".

Luna accoglie i piccoli pazienti nello spazio a loro dedicato con giochi e libri ma dove è di certo lei l'attrazione più gettonata che manda in estasi quei bambini che magari già possiedono un animale a casa ma che alla fine "strega" anche i più restii. C'è un momento iniziale di conoscenza poi Antonella organizza dei giochi nei quali Luna riesce a stupire piccoli e grandi. A volte, durante l'attesa, c'è anche il tempo di fare una passeggiata all'esterno e giocare con il frisbee. Poi, quando il medico chiama, il bambino di turno entra con il cane al guinzaglio, si affida alla dottoressa mentre Luna, che resta sempre lontana dallo spazio operativo, lo guarda e lo rassicura

"C'è un effetto anche sui genitori - spiega la dottoressa Eva Pellegrini che nello studio si occupa dei pazienti pediatrici con l’assistenza di Cristina - che vedono il figlio affrontare la seduta serenamente e in autonomia. E c'è pure un beneficio sanitario perché spesso le terapie sono abbastanza lunghe e un paziente collaborante ci consente di operare con maggiore velocità riducendo le dosi di farmaco anestetizzante da somministrare". E' capitato anche che un bimbo di sei anni che doveva sottoporsi ad un intervento chirurgico importante in anestesia si sia tranquillamente addormentato tra le braccia di Antonella mentre giocava con Luna anziché sotto le lampade della sala operatoria. Che sicuramente ha un altro impatto.

Luna e Greta al "lavoro" vengono sottoposte a cure particolari seguendo un protocollo operativo igienico-sanitario che viene di norma utilizzato negli ospedali che ospitano animali. I pazienti che usufruiscono di questo "servizio" sono quelli pediatrici che vanno dai 2 anni e mezzo fino ai 18. "Ma a volte anche qualche mamma lo chiede", sorride la dottoressa Pellegrini,

"Da un anno a questa parte sono aumentati i pazienti più piccoli - conclude la Poddi - ma soprattutto è aumentata la soddisfazione. E credo proprio che quando questi bambini saranno grandi non diranno ai loro figli di avere brutti ricordi dal dentista". 

   

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