Piano periferie, scontro Anci-Governo: i soldi per Terni di nuovo in bilico

L'accordo sparisce dall'agenda dell'incontro nella conferenza unificata e il presidente De Caro rompe con palazzo Chigi: "Sospese le relazioni". I ministri: falso problema

Il presidente dell'Anci, De Caro

Tornano di nuovo in bilico il ripristino dei fondi del Piano periferie che per Terni significano circa 13 milioni di euro. L'accordo che era stato trovato nei giorni scorsi è infatti sparito dall'ordine del giorno della Conferenza Unificata convocata oggi a Roma e il presidente dell'Anci Antonio Decaro ha abbandonato la riunione in aperta polemica con il mancato rispetto degli impegni da parte del Governo.

"Non abbiamo trovato riscontro all'impegno che aveva preso con noi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul bando periferie nell'incontro dell'11 settembre - ha detto Decaro - Siamo costretti a interrompere le relazioni istituzionali, nostro malgrado. Torneremo a quei tavoli solo quando il percorso per restituire ai sindaci il miliardo e seicento milioni sottratti, si vorrà avviare davvero". Un percorso che, ricorda il presidente dell'Anci, prevedeva l'intesa in unificata per sanare la presunta incostituzionalità di una norma che finanziava per 800 milioni di euro il bando periferie quindi l'istruttoria di un iter per inserire nel primo decreto utile le risorse e fissare le procedure per riallocare i fondi. Oggi in Unificata era stata messa all'ordine del giorno l'intesa, un primo passo. Ma il Governo, sollevando un problema di natura tecnica, risolvibile, secondo noi, se solo ce ne fosse stata la volontà politica, l'ha tolta". La sospensione delle relazioni riguarderà anche la conferenza Stato-Città. 

"Un falso problema", la replica del sottosegretario all'Economia, Massimo Garavaglia. "Purtroppo - ha aggiunto il ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani - ogni discussione è stata impossibile perché il presidente Decaro ha abbandonato il tavolo impedendo per altro
la discussione sugli altri punti all'ordine del giorno della Conferenza Unificata".

"Al viceministro Garavaglia che ipotizza interessi di parte e alla ministra Stefani che ci accusa di aver abbandonato il tavolo - risponde Decaro - ricordo che l'Anci rappresenta tutti i sindaci, a prescindere dalla provenienza geografica o dall'estrazione politica, come dimostra anche la composizione della delegazione al momento della rottura delle relazioni, e che la nostra disponibilità, con l'unico scopo di risolvere il problema, è stata massima dal primo momento. Circostanza che è stata sotto gli occhi di tutti".

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