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Giovedì, 28 Settembre 2023
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Lasciarsi un giorno a Terni, più divorzi che matrimoni. E oltre novemila over 65 vivono da soli

Le statistiche dell’Istat e la relazione all’interno del Dup di Palazzo Spada: “Sono in crescita anche le famiglie nelle quali il figlio anche con età superiore a 40 anni ritorna al nucleo di origine a seguito di separazione o per motivazioni economiche o per cura del genitore anziano”

L’amore è eterno, finché dura. Tanto è vero che a Terni si celebrano più divorzi che matrimoni. Il risultato? In città “risiedono oltre 52mila famiglie, un numero costantemente in crescita. Rispetto a trent’anni fa, a quasi parità di popolazione, le famiglie sono il 25% in più. La loro dimensione si è però ridotta: il numero medio di componenti per nucleo familiare è passato da 2,7 a 2,1”. Ossia, si vive sempre più da soli.

Il quadro emerge incrociando gli ultimi dati Istat disponibili (2021) e le statistiche demografiche contenute nel documento unico di programmazione 2023 di Palazzo Spada.

Partiamo dunque dai numeri. Nel 2021 l’Istat certifica 351 divorzi - circa uno al giorno - mentre il numero più alto di “addii” registrato nei sei anni precedenti c’è stato nel 2016 (392) mentre il più basso nel 2015 (289). Il dato è provinciale, come questo: sempre nel 2021 e sempre secondo i dati raccolti dall’istituto nazionale di statistica, i matrimoni sono stati 351. Di questi, quelli celebrati in città sono stati 202, 47 con rito religioso e 155 con rito civile.

Scorrendo il Dup, emerge invece che, rispetto all’aumentato numero di famiglie, “l’incremento maggiore lo hanno subito le famiglie monocomponente, che attualmente rappresentano circa il

40% di tutte le tipologie familiari ternane. Quasi 30mila ternani formano famiglia a sé, e di questi oltre 9 mila sono rappresentati da over 65. In alcuni casi si tratta di individui, senza vincoli di parentela, che dividono la dimora per motivi economici, affettivi o di care, decidendo però di mantenere famiglie separate. Come ad esempio stranieri che dividono le spese per la casa o anziani con la badante”.

“Oltre a quelle monocomponente – prosegue il documento - anche le altre strutture familiari si sono progressivamente semplificate nel tempo: crescendo come numero ma con una parallela riduzione nel numero dei componenti del nucleo. Nel corso degli ultimi vent’anni si è riscontrata un’accelerazione di questo cambiamento e le classiche famiglie stanno lasciando il posto a tipologie differenti. In particolare, a fronte di un crollo delle coppie con figli (-34%) c’è stata un’impennata delle famiglie monogenitoriali, ovvero quelle composte da un genitore con uno o più

figli, che sono aumentate quasi del 60%. Tra queste topologie familiari, oltre al classico caso del genitore separato o divorziato con figlio/i minorenni, sono in crescita anche quelle nelle quali il figlio è adulto, ovvero con un’età superiore a 20 anni (ritardo nel lasciare il nucleo familiare di origine) e anche con età superiore a 40 (ritorno al nucleo di origine a seguito di separazione o per motivazioni economiche o per cura del genitore anziano)”.

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