Anche i piccoli tirano la cinghia, accorpato l'asilo nido Cucciolo

I soldi non ci sono, palazzo Spada riorganizza per quattro mesi i servizi educativi: "Garantita l'apertura malgrado il dissesto, con la precedente amministrazione non c'era nemmeno l'assicurazione". Il Cosec attacca

C'è da tirare la cinghia e nella stretta finiscono pure i più piccoli. I soldi in cassa non ci sono e il Comune è costretto a tagliare le spese anche per i servizi educativi almeno da qui a dicembre per fare quadrare i conti del bilancio riequilibrato recentemente approvato. 

In quel capitolo erano rimasti appena 14.650 euro a fronte di una necessità di almeno altri 130mila euro per consentire il regolare avvio del nuovo anno scolastico. Nell'ultima riunione dunque la Giunta di palazzo Spada ha definito una serie di proposte per centrare l'obiettivo e alla fine ha optato per quella meno dolorosa. L'asilo nido Cucciolo a Borgo Rivo fino alla fine dell'anno sarà accorpato con le altre strutture a fronte dei 10 bambini complessivamente iscritti, 5 conferme e 5 nuove iscrizioni (erano 8 poi tre hanno disdetto). Un'operazione che consentirà un risparmio stimato di circa 24.500 euro e che contribuirà a far centrare la somma necessaria di 130mila euro insieme a una serie di tagli su alcuni capitoli di spesa come quello relativo a utenze, riscaldamento, gestione appalto manutenzioni (19mila euro), fitti passivi (10mila euro), servizi sociali per minori a rischio (circa 92mila euro), supplenze brevi (9mila euro).

Scartate altre ipotesi più drastiche, contemplate nella delibera di Giunta, di posticipare l'apertura dei nidi - con un risparmio di 1.600 euro al giorno - o di accorpare nidi e centri educativi nelle sedi di Girotondo, Rataplan e Pollicino posticipando addirittura l'ingresso dei nuovi iscritti al momento del rientro dei servizi nelle rispettive sedi (150mila euro il risparmio stimato). Visto che il bando per i servizi complementari (pulizia, etc) è scaduto il 31 luglio e non essendoci i tempi per un nuovo bando triennale si procederà per il mese di settembre a prorogare l'attuale appalto mentre si farà una gara attraverso Mepa per il periodo ottobre 2018-luglio 2019.

“Al fine di garantire comunque la riapertura dei nido, avendo risorse a disposizioni davvero esigue – commentano il sindaco Leonardo Latini e l’assessore alla Scuola, Valeria Alessandrini – abbiamo deciso di concentrare i finanziamenti laddove le necessità dell’utenza sono manifeste e consistenti, è stato deciso di sospendere fino alla fine del 2018, per soli quattro mesi, l’attività della struttura Cucciolo dove al momento erano registrate cinque iscrizioni, che saranno soddisfatte  utilizzando le  altre strutture a disposizione. Si tratta di un provvedimento chiaramente temporaneo, che non va ad incidere sul servizio complessivo degli asili nido né sui livelli occupazionali, in quanto il personale di quella struttura sarà comunque impegnato nei Servizi educativi comunali. Il risparmio è nei costi di gestione della struttura, fermo restando la volontà di non dar luogo a soppressioni definitive".

Il 3 settembre le strutture 0-3 anni riapriranno dunque regolarmente per gli utenti già iscritti, mentre per le nuove iscrizioni la data di inizio è il 17 settembre. "Si tratta del calendario già adottato lo scorso anno”, chiosano ancora il sindaco e l'assessore.

Il Cosec attacca: così si favoriscono i privati

Dal Cosec - Comitato servizi educativi comunali - arrivano le critiche all'operazione dell'amministrazione. "Le tempistiche con cui la Giunta è riuscita a reperire le risorse per garantire l'appalto dei servizi ausiliari e sussidiari, e quindi avviare regolarmente l'apertura dei servizi educativi comunali, hanno sorpreso tutti. Il massimo risultato con il minimo sforzo, con un’unica novità: l'accorpamento del nido "Cucciolo", con altri servizi che si trovano nelle vicinanze: quali? Nessuno. È bastata una mezza giornata per decidere la chiusura, chiamiamola con il suo vero nome, dell'unico nido comunale presente a Terni Nord. Quei quartieri rappresentano le aree più popolose e urbanizzate della città, con la più alta percentuale di bambini nella fascia di età 0-6 anni. Non certo un bel regalo per le politiche a favore delle famiglie ternane. Si giustifica l'accorpamento con la mancanza di domande: ma siamo sicuri che queste famiglie siano solo 5, o magari l'amministrazione ha omesso di aggiungere alle nuove iscrizioni, le riconferme?  Una cosa è sicura: nessuna di queste famiglie potrà far valere la propria preferenza espressa per i nidi comunali. Vuoi perché il Nido “Coccinella “di via Radice, la struttura territorialmente più vicina, è saturo, vuoi perché la prima scelta è sempre per il servizio più vicino a casa, fatto sta che, chi ci guadagnerà da tutto questo, saranno i nidi privati. Oltretutto il “Cucciolo”, neanche un anno di vita nella sua nuova sede, nasceva a seguito di un cospicuo investimento della precedente amministrazione che lo aveva trasferito nei locali della defunta scuola di Campitello.

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L'assessore Alessandrini: lo scorso anno bambini senza assicurazione

Contesta invece la ricostruzione del Cosec l'assessore alla Scuola, Valeria Alessandrini. "Sono quindici giorni che stiamo affrontando il problema in mezzo a continue voci che non saremmo riusciti ad aprire gli asili in tempo - dice a Terni Today - tempo che ci è servito anche per garantire la copertura assicurativa dei bambini che era stata lasciata scoperta dalla precedente amministrazione nell'anno scolastico 2017-2018, un costo irrisorio di 2 euro a studente, per una spesa complessiva di circa 3mila euro. Prima abbiamo pensato a garantire la sicurezza dei nostri bambini poi abbiamo cercato una soluzione per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico accorpando temporaneamente la struttura dove c'era complessivamente il minor numero di iscritti, 10 in tutto sia vecchi che nuovi". 

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