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Domenica, 27 Novembre 2022
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Umbria, la povertà sta diventando 'strutturale': aumentano i lavoratori e i pensionati in difficoltà

Presentato il IV Rapporto Caritas sulle povertà in Umbria. Il vescovo Soddu: "Rilevante è la povertà dei giovani, con il pericolo che sia un vivaio di ulteriore nuova povertà generate dall’indifferenza"

La pandemia. E poi la guerra. In Umbria la povertà sta diventando "strutturale" e "multidimensionale". Lo stipendio o la pensione non bastano più e aumentano le richieste di aiuto alla Caritas. Secondo il quarto rapporto della Caritas nel 2021 "in totale i richiedenti aiuto registrati nei centri di ascolto delle otto diocesi umbre nel 2021 sono stati 4806, di cui 2416 donne e 2390 uomini, per lo più stranieri (2519 del totale), con provenienza prevalente da Marocco, Nigeria, Romania e Albania, e 1620 italiani, di fascia d’età compresa tra i 19-65 anni, con un’istruzione medio bassa (licenza media inferiore)".

Il rapporto "mostra come stia cambiando la composizione dei poveri con la presenza di disoccupati (1256), ma anche quella degli occupati (752), che rappresentano “lavoratori poveri” quando un lavoro non adeguatamente retribuito può non preservare dalla povertà, e pensionati (256)". 

VIDEO La pandemia aumenta il numero dei poveri: presentato il Rapporto 2021 della Caritas 

Il boom di richieste alla Caritas

Nel 2021, spiega la Carits, "i dati evidenziano come la povertà abbia sempre più natura strutturale e si caratterizzi, da tempo, per una elevata quota di famiglie in stato di povertà assoluta, mentre in crescita anche la povertà relativa passata dall’8% del 2020 al 9,5% del 2021".

E ancora: "Su un totale di 9609 richieste di aiuto, l’incidenza più elevata riguarda i bisogni strettamente collegati ad una condizione di povertà, quali i sussidi economici o altre tipologie di beni o servizi, alla casa, dalla richiesta di occupazione, dai bisogni legati alla famiglia, all’immigrazione, alla salute". Tra i problemi, sottolinea la Caritas, "si propongono quelli legati al pagamento di un affitto, per 2480 assistiti; oppure alla presenza di figli minori conviventi per 1677 richiedenti, che manifesta la rilevanza che può assumere il problema della povertà minorile".

Nel 2021 sono stati effettuati dalle Caritas diocesane "148.644 interventi di cui spiccano per quantità quelli per beni e servizi materiali, alloggio e ascolto e in questo dato si può delineare il ruolo di accompagnamento dei Centri d’ascolto rispetto al semplice aiuto economico". Nel dettaglio "gli interventi sono stati 98.967 per beni e servizi materiali (tra cui compaiono empori e market solidali, viveri, mensa e vestiario); 27.504 per l’alloggio; 14.728 per l’ascolto; 3917 per sussidi economici; 1226 per il coinvolgimento di enti o associazioni; 454 per lavoro; 846 per consulenza professionale; 612 per orientamento; 325 per la sanità; 40 per la scuola e 25 per servizi socio-assistenziali". 

Il Covid e la guerra 

Dal rapporto della Caritas emerge come "alla pandemia Covid sia seguita una grande diffusione della povertà, con un forte inasprimento delle disuguaglianze, frutto diretto e indiretto degli svariati provvedimenti di confinamento e l’aggravamento di disparità molteplici, che caratterizzano struttura e funzionamento del sistema economico e sociale".

Per effetto della pandemia, scrive la Carita, "muta anche la composizione delle persone cadute in povertà. Circa il 30% dei richiedenti aiuto è costituito dai cosiddetti “nuovi poveri”, di cui quasi 2/3 italiani, colpiti dagli effetti diretti e indiretti della pandemia". E non è finita qui. "In questo contesto, piuttosto critico, irrompe l'emergenza umanitaria connessa all'invasione russa dell'Ucraina.  Alla metà di maggio 2022 sono più di 113 mila le persone in fuga dal conflitto in Ucraina e giunte in Italia, tra cui quasi 39 mila minori". 

L'allarme: "Trend in crescita della povertà assoluta"

"Il rapporto e ciò che deriva dall'ascolto delle persone – sottolinea monsignor Francesco Antonio Soddu, vescovo di Terni-Narni-Amelia, delegato Ceu per il servizio alla carità –. I dati sulla povertà sono i risultati di quello che è stata l’opera dei Centri di ascolto diocesani. Dietro a questi numeri ci sono delle persone con le loro vite e problematiche che evidenziano ancora una volta il trend in crescita della povertà assoluta. Ciò che è più rilevante in questo nostro rapporto è la povertà dei giovani, con il pericolo che sia un vivaio di ulteriore nuova povertà generate dall’indifferenza. E ed è già un fatto acclarato che in Italia ci sono più di 1 milione e 400mila minori poveri. Bisogna mettere in atto quelle che sono le strategie emergenziali, ma che sono alla portata di tutti, innanzitutto l'istruzione e l'occupazione, perchè senza istruzione non si può accedere a nessun tipo di occupazione. Ciò che papa Francesco ci ricorda nelle sue esortazioni e lettere è di abbattere le disuguaglianze che ci sono in ogni fronte della vita sociale e che tendono a crescere senza sosta. Nella nostra regione dobbiamo cercare di mettere in atto quanto più possibile l'abbattimento delle disuguaglianze a livello di istruzione e di occupazione".

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