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Il “colle della salute”, ecco il progetto alternativo per il nuovo ospedale di Terni

Il Santa Maria è uno dei “punti energetici” individuati da uno studio elaborato dall’architetto Frankl e ora ripresentato dal collega Luciano Marchetti: due le ipotesi proposte, dalla demolizione dell’attuale plesso fino alla ristrutturazione con una “terrazza” affacciata sulla città. I dettagli

“Lo avevamo chiamato ‘colle della salute’, prevedeva la ristrutturazione e l’ampliamento dell’esistente ospedale. Prendevamo idea dall’ampliamento dell’università di Zurigo (sede d’architettura) dove, invece di delocalizzare, decisero di mantenere la sede esistente, ampliandola con un’idea e un progetto eccezionale di architettura. La situazione è analoga, la sede esistente, anche in questo caso, è posizionata sopra una collinetta che si affaccia sulla città. Si può così creare una struttura leggermente gradonata di quattro piani che visivamente farebbe da base all’ospedale esistente (…) ampliando di circa 45mila metri quadrati la superficie utile”.

A rispolverare l’idea è oggi l’architetto Luciano Marchetti, collaboratore di Frankl e Mario Ridolfi, tra i fondatori dell'Associazione Ridolfi, Frankl e Malagricci e che ha realizzato il docufilm che ripercorre la vita e la storia professionale di Ridolfi, proiettato al Politeama di Terni con ottimo successo e che ora sarò presentato anche in altre importanti piazze italiane e non solo.

Il progetto è stato presentato anche alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, con due diverse lettere che entrano nel dettaglio dell’idea e che prevede “due ipotesi per il nuovo Santa Maria: un intervento di totale demolizione dell'edificio esistente con edificazione della nuova struttura ospedaliera sul sedime e spazi adiacenti dell’attuale ospedale oppure una ristrutturazione con adeguamento sismico e funzionale della struttura esistente e con l'ampliamento di una nuova struttura collegata al volume ristrutturato”.

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La prima ipotesi parte dalla “demolizione totale dei fabbricati esistenti con relativo smaltimento di tutti i detriti edilizi, compresi quelli impiantistici e sensibili (totali da smaltire, 80mila metri quadrati)” per un costo previsto di 12 milioni per poi procedere con la realizzazione dell’intero nuovo edificio di totali 136mila metri quadrati con costo totale di 476 milioni di euro” e la “nuova viabilità esterna di circa 28mila metri quadrati con costo totale di 8,4 milioni” oltre a parcheggi di superficie e interrati (circa 1.200) per un costo di 18,3 milioni di euro. Questa prima ipotesi prevede un investimento complessivo di 514,7 milioni di euro “per un ospedale di 136mila metri quadrati comprensivo di viabilità e parcheggi”.

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“Per la seconda ipotesi, ristrutturazione sismica ed adeguamento funzionale dell’edificio esistente con l’ampliamento di nuove superfici – scrive l’architetto Marchetti - si prevede la manutenzione, il miglioramento sismico e l’adeguamento funzionale della struttura esistente (il complesso è costituito da 12 blocchi giuntati sismicamente) di 80mila metri quadrati e costo previsto 48 milioni”. Inoltre, il progetto parla di “ampliamenti dell’esistente (pronto soccorso, day hospital, sale operatorie, ecc.) per 16mila metri quadrati” e “un costo di 64 milioni milioni”, l’ampliamento della “nuova struttura ospedaliera di 40mila metri quadrati” e una stima di costo di “160 milioni”, una nuova viabilità stradale di accesso e collegamento (28mila metri quadrati per 8,4 milioni) e circa 800 parcheggi per 9,6 milioni per un investimento complessivo di 290 milioni di euro. In particolare, la seconda opzione permetterebbe di “potenziare l’attuale ospedale costituito da circa

80mila metri quadrati con gli ulteriori 45/50mila metri quadrati del nuovo volume affiancato” realizzati “sfruttando il terreno adiacente all’ospedale attuale” che permetterebbe di realizzare “quattro nuovi piani funzionali (che liberano anche i due interrati”.

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