Aree verdi, via le “baracche” e appartamenti: la nuova vita di largo Cairoli

Il progetto di riqualificazione del Comune di Terni. Ma c’è da aspettare e i residenti lanciano l’allarme: intanto siamo dimenticati

Una nuova vita per largo Cairoli. Si dovrà attendere, però, il 2020, quando ci saranno i soldi. La conferma giunge dall’assessore ai Lavori pubblici, Enrico Melasecche: “Largo Cairoli – spiega - è incluso nel piano Interest, il progetto che rientra nel bando Periferie sottoscritto tra Governo e amministrazione comunale con cui si punta a rilanciare la zona est della città, un intervento complessivo da quasi 14 milioni di euro ma che ora è fermo al palo. Occorrerà almeno un anno perché si sblocchi la situazione, stiamo attendendo la chiamata della commissione ministeriale per rifare la convenzione, solo così potremo contare sui fondi necessari per riqualificare anche largo Cairoli”.

Circa 500mila euro per rifare aree attrezzate, panchine, aiuole di pregio e un nuovo parcheggio. “Prima però sarà necessario effettuare una bonifica con la presenza degli artificieri – precisa Melasecche – perché in questo punto c’era una caserma per cui durante la guerra venne fortemente bombardata, non è escluso che al di sotto del suolo possa emergere qualche ordigno bellico”. Il progetto è anche quello di rimuovere gli attuali chioschi-vendita ormai ridotti al lumicino e di trasferirli nei negozi sfitti e di proprietà comunale che si trovano sotto le mura merlate. Poi c’è anche da considerare la cosiddetta “area Falasca”, la parte privata e attualmente transennata: nel Prg del 2008 è previsto che la ditta Falasca possa costruire palazzine della stessa altezza di quelle già presenti in loco.

Intanto però continua il degrado: largo Cairoli è da tempo in balìa di parcheggiatori abusivi pronti a chiedere senza alcun diritto soldi a chi sosta negli spazi dietro ai chioschi. E proprio i chioschi la notte servono a nascondere giri poco raccomandabili. I residenti hanno paura: “Dalla mia casa sento spesso schiamazzi e urla - dice un abitante della zona - senza parlare dell’inciviltà della gente che getta rifiuti dietro ai ruderi dei palazzi. Siamo proprio dimenticati”.

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