Camera di commercio, la Provincia: no alla fusione con Perugia

Il presidente Lattanzi ha ricevuto i rappresentanti del comitato. E intanto il Consiglio di Stato sospende anche l'accorpamento tra Brindisi e Taranto

La Camera di commercio di Terni

Arriva anche dalla Provincia di Terni il "no" all'accorpamento con Perugia della Camera di commercio di Terni. Lo ha ribadito il presidente Giampiero Lattanzi nel corso dell'incontro di questa mattina con i rappresentanti del comitato contro la fusione ricevuti a palazzo Bazzani, il segretario della Uil Gino Venturi, il presidente di Actl Sandro Corsi e Italo Federici di Confesercenti. Un comitato nato anche sulla scorta dei recenti pronunciamenti della giustizia amministrativa. Il Consiglio di Stato, dopo aver sospeso l'accorpamento della Camera di commercio di Crotone, ha detto "no" alla fusione anche tra quelle di Brindisi e Taranto.

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“Ho preso atto della richiesta di rivedere le scelte ed auspico che si arrivi ad una definizione chiara della vicenda in tempi rapidi, anche in considerazione delle esigenze del mondo produttivo e del lavoro”, ha detto Lattanzi. “La questione posta sul tavolo – aggiunge – ha un valore sia dal punto di vista istituzionale che da quello economico. Oggi siamo di fronte ad un pronunciamento del Consiglio di Stato che ha impresso un rallentamento al percorso di fusione e accorpamenti in atto anche in altre regioni italiane, alimentando quindi speranze anche per chi a Terni sostiene questa posizione. L’Umbria, è cosa nota, non ha un tessuto economico uguale in tutti i suoi territori e le sue realtà e questo deve essere un elemento che va considerato sul tavolo della discussione complessiva. Perugia si basa su un sistema di piccole e medie imprese che danno una loro caratterizzazione autonoma al comparto economico, mentre Terni si incentra molto sul ruolo della grande industria e delle multinazionali che, in alcuni casi, fanno avvertire la loro presenza anche a livello regionale. Io – conclude il - come presidente della Provincia e rappresentante istituzionale, mi auguro che attraverso questa discussione si costruisca un percorso e un ragionamento condiviso e virtuoso in grado, al termine del processo, di rafforzare Terni, il suo territorio e l’Umbria in generale”. 

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