Natale e polemiche, ora la Lega porta il presepe in Consiglio

Dopo il caso della recita alla Garibaldi, il consigliere Devid Maggiora esporrà la natività sui banchi della maggioranza durante i lavori nel periodo natalizio: "Inaccettabile e offensivo che a qualcuno dia fastidio". E' scontro politico

Il consigliere della Lega, Devid Maggiora, con il presepe

La decisione era stata già presa prima, ma dopo le polemiche esplose a Terni sul caso della recita di Natale alla scuola elementare "Anita Garibaldi" aperto dall'assessore Valeria Alessandrini ora l'iniziativa assume un significato diverso. Il consigliere comunale della Lega e vicepresidente dell'assemblea di palazzo Spada, Devid Maggiora, esporrà un presepe sui banchi della maggioranza per tutte le sedute del periodo natalizio. Lo aveva annunciato lui stesso su Facebook all'indomani della visita in Comune del vescovo Giuseppe Piemontese che aveva benedetto la riproduzione della Natività che ora Maggiora porterà sul suo scranno. 

"E' un'iniziativa simbolica di cui sono ancora più convinto dopo quello che è successo - dice Maggiora - il presepe rappresenta le nostre radici cristiane di cui siamo fieri e orgogliosi. Non ci rinunceremo e non permetteremo a nessuno di dire che disturba. Insieme all'assessore Alessandrini vogliamo fare un presepe in Comune mentre con l'assessore alla Cultura, Andrea Giuli, abbiamo iniziato una fitta interlocuzione per future collaborazioni col vicesindaco di Greccio, Federico Giovannelli, che si è già reso disponibile a prestare al Comune di Terni parte della collezione di presepi del museo di Greccio che vorremmo esporre a palazzo Spada, al museo diocesano e alla Sala Pirro. E' inaccettabile e anche offensivo che a qualcuno dia fastidio rappresentare il presepe a scuola durante una recita natalizia - aggiunge Maggiora - e non vedo il motivo per cui dovremmo rinunciare alle nostre tradzioni e alla nostra identità. Noi siamo per questa linea, la città ci ha votato, il Natale lo festeggiamo con recite, presepi e canti cristiani".

Intanto in città, tra la politica e sui social continua a impazzare la polemica che è finita su tutti i media nazionali oltre che rilanciata dal vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Ci si divide tra favorevoli e contrari alle dichiarazioni della Alessandrini e c'è chi fa notare come ormai da tempo nelle scuole, anche di Terni come quella al centro della diatriba, le "vecchie" manifestazioni religiose natalizie siano state sostituite da iniziative più "neutre" che richiamano alle origini pagane dal Natale in modo tale da accomunare tutti i bambini che farebbero di certo a meno di queste polemiche. Recite e rappresentazioni scolastiche che invece rimandano alla nascita di Gesù e alla tradizione cristiana ormai, nelle città anche della provincia dove si svolgono, vengono ormai confinate in orari extrascolastici e in luoghi diversi dalle scuole.

E poi si dibatte sulla strumentalizzazione delle parole della Alessandrini e sul fatto che la recita della discordia, quella che doveva proporre dei quadri viventi sulla nascita di Gesù, sia stata vietata o meno. Insomma la recita è stata negata? "Non ho negato niente a nessuno - ribadisce la dirigente scolastica della Garibaldi, Maria Elisabetta Mascio, come aveva anticipato Terni Today - non c'è stata nessuna richiesta formale ma solo un passaggio verbale con una insegnante che mi ha sottoposto la percorribilità di questa ipotesi". "E non intendo modificare di un millimetro le scelte della scuola, non mie", aggiunge ricordando la laicità della scuola sancita dalla Costituzione.

Ma da quanto trapela dal Carroccio il fatto che non ci sia stata una richiesta formale è irrilevante ai fini della "battaglia" avviata poiché in sostanza non c'erano le condizioni per andare avanti. "Ringrazio Salvini, i parlamentari leghisti, il capogruppo regionale Fiorini, il sindaco Latini per il supporto e tutti i genitori che hanno palesato il proprio appoggio alla causa. Tutti insieme stiamo valutando alcune iniziative da mettere in campo", dice sibillina l'assessore Alessandrini il giorno dopo la "bufera". 

Il sindaco Latini: difendere le nostre radici

Con lei, appunto, il sindaco Latini ma tutta la maggioranza di centrodestra. "I bambini devono poter festeggiare il Natale a scuola - afferma il primo cittadino - non possiamo negare loro la gioia di condividere con i compagni e i propri genitori i valori più importanti e profondi della festività. Il Natale non può essere cancellato nel suo significato fondante. Dobbiamo difendere le nostre radici, la nostra cultura, le nostre tradizioni".

"Rimaniamo perplessi e inorriditi", commenta il coordinatore comunale di FdI, Paolo Alunni Pistoli, che "condivide in pieno la posizione dell’assessore Valeria Alessandrini nella speranza che possa intervenire al più presto e ristabilire dei punti fermi che sono quelli della salvaguardia delle nostre radici cristiane". "La laicità rappresenta l’indipendenza dell’autorità civile da qualsiasi autorità religiosa - osserva - il capogruppo di Terni civica, Michele Rossi - questo non significa negare qualsiasi ruolo pubblico alla religione; Il non riconoscere evidenza pubblica alla religione largamente maggioritaria nel nostro paese rappresenta un grave atto di arbitrio e di sopruso, mettendo in discussione la stessa libertà religiosa, sancita dalla Costituzione. Se ci sono famiglie che si sentono offese dalla partecipazione ad una recita di Natale, hanno la libertà di non farne prendere parte ai propri figli. Negare la possibilità di svolgere una recita per non urtare la ipersensibilità di qualcuno equivale a limitare la libertà di manifestare il senso spirituale della maggioranza e questo rimane un atto illiberale ed autoritario, proprio solo dei regimi non certo di uno stato democratico. La scuola è palestra di vita e negare un aspetto così fondamentali della vita sociale e culturale di questo paese non è rispetto ma impoverimento collettivo e rinuncia al confronto tra culture differenti, che possono dialogare e confrontarsi senza che nessuna debba rinunciare alla propria identità. Se una cultura schiaccia l’altra non c’è spazio per la libertà".

Per il Popolo della famiglia Umbria è "ridicolo e grottesco, che si tenti in questo modo di promuovere il rispetto le altre confessioni per evitare turbamenti, o imbarazzi, quando in realtà il processo di discriminazione è diametralmente inverso. Non si tratta di fare crociate anacronistichesi tratta di rispettare la tradizione di una religione che ha reso grande e bella l’Italia, che ha ispirato il diritto, l’arte e la politica, rispettando anche la sacrosanta libertà di coloro che si professano cristiani e che vogliono celebrare le festività anche attraverso le recite di Natale. La nostra considerazione va oltre uno sterile populismo che vorrebbe solo un ritorno al passato. Sia ben chiaro, festeggiare il Natale, per il fatto stesso che fa riferimento ad un fatto storico documentato, non è in contrasto né con la ragione, né con la ragionevolezza delle circostanze, della didattica e dell’accoglienza. Quel progetto di libertà e tolleranza, fatto di piccoli passi, che vorrebbe farci tornare alle origini pagane della festa del 25 dicembre con il giorno del Sol invictus: tenetevelo per voi".

Il Pd: la Lega sfugge i veri problemi

Dall'opposizione arrivano le critiche del Pd che denuncia "un clima irrispettoso e ingerente con lo scopo di creare tensioni proprie di un clima da perenne campagna elettorale per sfuggire alla grandezza dei problemi veri da affrontare". "Le polemiche ormai troppo frequenti su tematiche scolastiche - prosegue il gruppo consiliare di palazzo Spada sono di opinione ma non sostanziate da normative di riferimento, ad iniziare dal dpr 275/99 sulla autonomia degli Istituti.  L'unica fonte di riferimento e'ormai una linea chiara di Partito, attraverso la generazione di allarmismi e slogan. Rifiutiamo l'uso strumentale e politico dell'offerta formativa e autonoma delle scuole con opinioni personali atte a creare attenzione mediatica strumentale. La scuola ternana, lavora su temi quali la solidarietà,i diritti umani,l'accoglienza e sulle tradizioni e identità culturali, e' da sempre attenta a comportamenti e a metodologie che vanno a preservare l'attenzione verso l'altro,la coesione sociale ed il rispetto. Sosteniamo anche noi con forza la dignità delle nostre tradizioni, presepi, alberi di Natale recite ,inni e canti che bene rappresentano il Natale. È bene a tempo stesso condividere da parte del Comune di Terni servizi e aiuti progettuali coi dirigenti scolastici percorsi e situazioni assicurando altresì il proprio sostegno e supporto su quelle problematiche che sono di competenza e si inseriscono nell'offerta formativa Vogliamo infine che venga consentito a tutti i bambini della città di condividere con i compagni e i genitori quello che è il vero spirito del Natale, una interiorità condivisa e gioiosa".

Dalla propria pagina social il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, parla come al solito di "fake news" e attacca l'assessore Alessandrini per aver invaso "da assessore o da genitore?" l'autonomia scolastica dell'istituto.

Su Facebook interviene anche il segretario della Cgil di Terni, Attilio Romanelli, che cita gli articoli 7,8 e 9 della Costituzione. "Rileggendo questi tre articoli - dice - le polemiche e le forzature di parte sulla libertà e la laicità dello stato appaiono nel loro vero e reale contenuto, ovvero Ignoranza allo stato puro". 

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