Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Terni ricorda la “borgata ribelle”, cerimonia in memoria della deportazione del Quadraro

Apposta una targa in via Narni a ottant’anni dal rastrellamento tedesco nel quartiere di Roma. Foto e dettagli

Elvio Del Vecchi aveva solo diciassette anni. La sua unica colpa era quella di vivere nel quartiere “ribelle” del Quadraro a Roma, dove ottant'anni fa avvenne il rastrellamento di 750 persone da parte dei tedeschi come “rappresaglia” dell’uccisione di tre militari nazisti.

L’amministrazione comunale di Terni ha ricordato oggi quei fatti con una cerimonia che, fra l’altro, ha previsto la scopertura di una targa in via Narni, nel luogo dove nel 1944 stazionarono i rastrellati per circa dieci giorni.

L’evento è iniziato con la commemorazione del rastrellamento e gli interventi di tutti i relatori: il vicesindaco Riccardo Corridore, l’assessore Marco Iapadre, È seguita consegna di una pergamena di commemorazione dei rastrellati ai familiari presenti. A seguire ci si è spostati in via Narni 154 per la cerimonia di scopertura della targa, apposta nel luogo dove nel 1944 stazionarono i rastrellati per circa dieci giorni. Tra i presenti alla cerimonia, il professor Pierluigi Amen, dell’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, Filippo Carpano, consigliere comunale di Roma, Severino Marrocco, vicesindaco del Comune di Lenola, Antongiovanni Massimo, presidente del consiglio comunale di Lenola, Giocondo Talamonti, presidente dellpassociazione culturale Enrico Berlinguer, Alberto Piccioni, presidente provinciale dellAnpia e Laura Del Vecchio, famigliare di Elvio Del Vecchio, uno dei “rastrellati”. Alla cerimonia hanno partecipato anche rappresentanti della questura e della guardia di finanza di Terni, oltre a famigliari delle vittime e associazioni combattentistiche.

Deportazione Quadraro, la cerimonia a Terni

Particolarmente toccante è stata la testimonianza delle signora Del Vecchio che ha raccontato la storia di suo zio Elvio, uno tra i più giovani cittadini che furono rastrellati e deportati in Germania. Per decenni la famiglia non ha saputo nulla della sua sorte e solo grazie al lavoro di ricerca e ricostruzione storica del professor Pierluigi Amen è stato possibile appurare che Elvio morì nel 1945 nel campo di Buchenwald, a pochi giorni dalla liberazione. Aveva solo 17 anni.

Gli amministratori del comune di Lenola (in provincia di Latina) hanno ricordato la figura di don Gioacchino Rey, allora parroco al Quadraro, che “si spese senza riserve per aiutare i rastrellati a scampare la loro sorte e per sostenere i familiari rimasti senza mariti, padri, fratelli, in una situazione si estrema difficoltà”.

Lo storico Pierluigi Amen ha ricostruito la vicenda e tutto il lavoro di ricerca che da anni svolge per recuperare informazioni, risalire ai nomi dei rastrellati, rintracciare i familiari, ricostruire le loro storie.

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