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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Terni-Roma, dal Comune sei direttrici per sviluppare i legami: dalle infrastrutture ai servizi

Dal Documento Unico di Programmazione economica le linee guida per rafforzare i collegamenti con la capitale

Sei direttive per sviluppare il legame con Roma. Da anni Terni è alla ricerca di un partner extraregionale e, dopo lo stop al progetto Civiter degli anni scorsi che puntava sull’assa Civitavecchia-Viterbo, l’amministrazione Latini punta su Roma. Discorso non nuovo come idea - lanciato dalle amministrazioni Ciaurro - ma che necessariamente dovrà modellarsi al presente, anche dal punto di vista degli strumenti legislativi e amministrativi a disposizione del Comune. 

Da questo punto di vista un primo step è stata la Convenzione di Ricerca sottoscritta tra Palazzo Spada e l’Università Roma Tre, con l’obiettivo di creare un tavolo permanente di analisi e sviluppo. Da lì, come si evince anche dal Documento Unico di Programmazione economica approvato dalla giunta, ecco sei tematiche di riferimento “per la definizione del quadro conoscitivo da cui muovere con successivi approfondimenti e arrivare a tracciare fondate linee di azione”.

I sei asset fondamentali si riferiscono ad altrettanti sotto-sistemi del sistema socio-economico del territorio. Si tratta in particolare del sistema infrastrutturale e della logistica; del sistema urbano e del potenziamento dell’offerta residenziale; del sistema dei servizi alla persona, in particolare quelli sanitari con la valorizzazione delle eccellenze; del sistema industriale e dell'innovazione a partire dalle eccellenze industriali; del sistema universitario, dell'alta formazione e della ricerca; del sistema turismo e sport.

“Dal lavoro fin qui svolto - si legge nel Dup - si ricava un'immagine ambivalente del territorio ternano, descritto sia come luogo dotato di autonomia, in virtù dei suoi caratteri distintivi geografici ed economico-sociali, che come ambiente integrato, in grado potenzialmente di relazionarsi in maniera significativa con le altre città medie che strutturano il Centro Italia e con Roma. In questa particolare fase, infatti, Terni è alle prese con una ridefinizione del proprio ruolo territoriale, su scala locale, regionale e sovraregionale, che la spinge a guardare oltre sé, indirizzando lo sguardo alla vicina area romana a sua volta orientata a ripensare i propri rapporti con le aree esterne alla città. Lo studio suggerisce ai decisori politici di non pensare le due aree in termini di contrapposizione, né di immaginare un ampliamento del perimetro istituzionale o funzionale della città, ma di stimolare le dinamiche di interazione. Il punto di vista da assumere in questa prospettiva è quello che porta a mettere a fuoco la conformazione della fascia territoriale che comprende l'Umbria, parte della Toscana, del Lazio, delle Marche e dell’Abruzzo”.

Ma come vanno inquadrate le relazioni con Roma? “Non come effetto della tracimazione di persone, imprese, infrastrutture nei territori circostanti la capitale e neanche come effetto di dinamiche attrattive esercitate dall’area ternana basate sul mero differenziale dei costi con Roma. Esiste una potenzialità di Terni come città elettiva per vivere basata su un differenziale - non dei costi - ma della qualità dell’ambiente e dei servizi, tuttavia non ancora concretizzata in quanto deficitaria in termini di opportunità di lavoro e di offerta ed efficienza dei servizi”. Quindi non solo aumento della presenza di romani a Terni, ma l’idea è quella di creare le condizioni di base in città per cui i romani possano essere spinti alla presenza su Terni in maniera più che episodica. 

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