Aziende partecipate senza pace, salta anche l'ok al bilancio del Sii

Il Comune di Terni vuole approfondimenti sul riallineamento debiti-crediti e chiede la modifica dello statuto per far fuori il cda, i sindaci fanno mancare il numero legale. Sullo sfondo il braccio di ferro con Acea

Salta il bilancio del Sii

"Sarà l'anno zero delle partecipate", aveva detto qualche giorno fa il vulcanico assessore Fabrizio Dominici. Zero come i bilanci sin qui approvati delle aziende partecipate se si fa eccezione per quello di Terni Reti i cui utili sono serviti a far quadrare i conti del Comune di Terni. Dopo le note polemiche sulle farmacie comunali e i ritardi sull'approvazione del bilancio dell'Asm, oggi pomeriggio è saltato anche l'ok al consuntivo 2017 del Servizio idrico integrato approvato dal cda dal 20 giugno scorso ma ancora non ratificato dall'assemblea dei soci. Fuori dall'hotel Garden, dove era convocata la riunione, c'erano tutti i sindaci della provincia ma alla fine nessuno è entrato ed è stato fatto mancare il numero legale. 

Conti e statuto nel mirino 

Una manovra concordata qualche ora prima in un incontro voluto dal Comune di Terni che ha chiesto agli altri sindaci ulteriori approfondimenti sui conti del Sii prima di dare il proprio assenso, ultimo atto di un lavorìo che in realtà va avanti da giorni. Perché a palazzo Spada hanno chiesto un riallineamento tra debiti e crediti con il Sii dal quale sarebbe emerso inizialmente uno sbilancio a favore del Comune di Terni di circa 3 milioni di euro poi successivamente ridotto a una cifra intorno ai 300mila euro. Ma la Giunta del sindaco Leonardo Latini, presente oggi pomeriggio, come aveva detto lo stesso Dominici in commissione e in consiglio comunale durante il dibattito sul bilancio, è intenzionata a chiedere anche una modifica dello statuto per sostituire l'attuale cda di nove persone con un amministratore unico. "Un servizio, un amministratore, lo dice la legge Madìa: il cda del Sii costa troppo", ha semplificato più volte l'assessore nei suoi interventi. Anche dal Sii sono pronti ad agitare sentenza della giustizia amministrativa che dicono il contrario e che il cda così confezionato è assolutamente legittimo. Insomma, in una parola sola oggi non c'erano le condizioni per andare ad una approvazione serena del bilancio - che chiude con un utile di 638mila euro - e allora è stato dato mandato a un gruppo di lavoro guidato dal sindaco Latini - che ha già delegato Dominici - e formato dai primi cittadini di Orvieto, Narni e Amelia e un rappresentante dei piccoli Comuni per compiere ulteriori approfondimenti su statuto e consuntivo con l'impegno a riportarlo in assemblea nel giro di un mese. Che si preannuncia lunghissimo.

"I sindaci hanno ritenuto che non c'erano stati tempi sufficienti per analizzare il bilancio - la spiegazione del presidente del Sii, Stefano Puliti - e visto che con l'amministrazione comunale di Terni non c'era stata la possibilità di un confronto abbiamo ripristinato la consueta modalità di affidare a un gruppo ristretto di amministratori di fare degli approfondimenti. Debiti e crediti con il Comune di Terni? C'è un disallineamento ma alcune situazioni sono state risolte e non mi risulta sia di 3 milioni di euro. Quanto allo statuto quella è una valutazione dell'assessore Dominici, il gruppo di lavoro avrà il compito anche su questo di elaborare una proposta". Per modificare lo statuto serve una maggioranza qualificata. 

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Braccio di ferro con Acea

Con il bilancio è saltata anche la ratifica della nomina per cooptazione dei membri del cda di parte privata. Si tratta dell'amministratore delegato Iolanda Papalini, in quota Acea come Sandro Cecili, e Tiziana Buongiglio che rappresenta Umbria Acque, società pubblico-privata il cui 40% è detenuto sempre dalla multinazionale romana. I rumors degli ultimi giorni avevano dato addirittura a rischio la ratifica della nomina dell'amministratore delegato a cui sarebbero potuti mancare i voti del Comune di Terni (che ha il 18% ma anche il 15% di Asm di cui è proprietario) e quello di qualche altro sindaco. Sullo sfondo il confronto in atto tra palazzo Spada e Acea sul ruolo della multiutility capitolina sul territorio. La scorsa settimana c'è stato un primo contatto tra il sindaco Latini e l'amministratore delegato di Acea nel quale l'assessore Dominici avrebbe ribadito in maniera più elaborata, ma non meno diretta, quel "Terni ai ternani" pronunciato in aula consiliare nei giorni scorsi parlando di Asm. Da tempo le indiscrezioni e le manovre comuni parlano dell'interesse di Acea a rilevare l'azienda di Maratta, che dovrebbe chiudere il bilancio 2017 in negativo, una prospettiva che a quanto pare la nuova Giunta a trazione leghista vorrebbe evitare tanto che, tra le altre cose, starebbe cercando di caldeggiare una partnership tra Asm e Italgas per partecipare alla prossima gara per la gestone delle reti del gas dell'Atem.   

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