Da Giulio Briccialdi a "Nera Marmora": ecco la Spoon river della città dell'acciaio

Storie, successi e curiosità: una galleria alla scoperta degli artisti che hanno reso celebre Terni nel mondo

Il parco dedicato ad Aurelio De Felice

La storia della città di Terni nei personaggi che l’hanno resa celebre e famosa. Un viaggio all’indietro nel tempo alla scoperta di artisti di grande spessore, fama e innato talento. Abbiamo inserito tra i più importanti Giulio Briccialdi, Sergio Endrigo, Luciano Fancelli, Aurelio De Felice, Orneore Metelli, Alessandro Casagrande, Italo Ciaurro, Ugo Castellani e Gina Palmucci in arte “Nera Marmora”. Oltre a descrivere i passaggi più importanti della loro carriera, ci sono anche alcuni scatti all’interno del cimitero cittadino, dove sono stati tumulati. Per Aurelio De Felice si fa riferimento a quello di Torreorsina, mentre su Nera Marmora c’è il monumento dedicato all’interno della città

Giulio Briccialdi 2 marzo 1818 Terni- 17 dicembre 1881 Firenze.

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Flautista, compositore ed insegnante di musica. Un virtuoso del flauto, ribattezzato “flautista principe”; determinante il suo apporto per lo sviluppo e la tecnica di questo strumento. All’età di 18 anni conobbe Ferdinando II, dopo alcuni concerti venne insignito del prestigioso titolo di maestro di corte. Nel 1841 si trasferì a Vienna, dove, fu impegnato in varie tournée. L’incontro con Boehm a Monaco gli consentì di perfezionare la propria musicalità. Rientrò in Italia nel 1855 per proseguire la propria attività di concertista, flautista ed insegnante. Nel 1862 brevettò il suo nuovo flauto a Firenze suscitando le invidie dei colleghi. Nello stesso anno venne chiamato dall’istituto Musicale di Firenze a ricoprire la cattedra di flauto, nel 1872 conferita la nomina di Accademico residente e Cavaliere della Corona d’Italia.

Sergio Endrigo 15 giugno 1933 Pola- 7 settembre 2005 Roma.

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Cantautore italiano, ha trionfato al Festival di Sanremo nel 1968, sempre sul podio nel 1969 (secondo) e 1970 (terzo). Ha pubblicato 21 album e collaborato non solo con musicisti ma anche poeti quali Ungaretti e Rodari.

Luciano Fancelli 10 aprile 1928 Foligno - 24 gennaio 1953 Terni.

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Musicista, figlio di genitori musicisti i quali gli regalarono una fisarmonica a 32 bassi. La Rai gli affidò nel 1947 delle rubriche musicali “Voci e strumenti in libertà” e “Luciano Fancelli e la sua fisarmonica”. È il 1950 che lo vide protagonista al 4° Concorso nazionale di Ancona, anno dove produsse numerose composizioni per fisarmonica in ambito jazz, classica e musica leggera. Nel 1951 si esibì con la fisorchestra Frontalini alla scala di Milano. Ancora in Rai come ospite al programma “Rosso e Nero”

Aurelio De Felice 29 ottobre 1915 Torreorsina- 14 giugno 1996 Torreorsina.

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Scultore e pittore. Dopo aver trascorso l’adolescenza a Terni si trasferì a Roma per studiare all’Accademia delle Belle Arti. Diventò professore ed espose le prime opere alla Galleria di Roma facendo conoscere quelle di Orneore Metelli. A Parigi, insieme a Gino Severini, fondò la “Scuola d’arte italiana di mosaico ravennate e ceramiche di Faenza” (ceramica, mosaico e teoria) alla Rue de Marguettes. A cavallo tra gli anni 60 e 70 si concretizzò il maggior numero di esposizioni esportate anche fuori dalla penisola: Francia, Svizzera e Germania. È l’anno 1967 quando il ministro degli esteri lo insignì della carica di addetto all’istituto italiano di cultura ad Amburgo e poi a Zurigo al centro studi Italiani. A Tokyo tenne una conferenza stampa del 1977 “I pittori naifs ed Orneore Metelli” contatto diretto con la storia dell’arte giapponese antica e moderna. Nel 1991 ricevette un’onorificenza dal Presidente della Repubblica, a Kobe (Giappone) due anni dopo venne esposta una sua opera in bronzo denominata Maternità. Ad Aurelio De Felice è dedicato anche un parco proprio nella sua Torreorsina 

Orneore Metelli Terni il 2 giugno 1978 Terni – 26 novembre 1938 Terni. 

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Pittore. La mansione di calzolaio lo impegnò per tutta la sua vita, dedicandosi con creatività alle calzature civili, militari e teatrali. Teatro e musica le passioni di Metelli che diventò uno degli esponenti della banda cittadina. All’età di 50 anni circa, motivi di salute gli impedirono di proseguire e qui scoprì l’amore per la pittura. Dipinti su tela, zinco, cartone: Metelli non attribuiva alcun valore alle opere che produceva, espressione della personale creatività nel raccontare la vita della sua Terni: strade, piazze, feste, feste, memorie. Si esprime il concetto di proprio naif perché ignora le proprie facoltà.

Alessandro Casagrande 11 aprile 1922 Terni- 21 ottobre 1964 Novara.

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Musicista. Predestinato: a soli 14 anni compose “La solitudine”. La giovane pianista Adriana Morelli, tra le prime apparizioni in pubblico, decise di inserire nel suo programma la “Danza degli gnomi” particolarmente apprezzata dal pubblico nel giugno 1941. Tra le altre da sottolineare quella Caccia – Studio da Concerto op. 9 in cui Alessandro aggiunse la sonorità del corno per meglio illustrare una scena venatoria. L’estate del 1949 corrispose all’ulteriore corso di perfezionamento tenuto all’Accademia Internazionale Estiva di Salisburgo. Non solo musicista ma anche compositore di balletti. Accadde ad esempio nella suite per Fantasie di Pinocchio op. 23 riprodotto dalla Rai, in trasmissione radiofonica, venerdì 25 dicembre 1953 alle 15,30 e diffusa su larga scala nazionale. L’Oiseau sacrè op.29 venne redatta, su richiesta di Ludmilla Tcherina ossia una celebre danzatrice. Non fu l’unica composizione per tale finalità dato che il Casagrande redigette musiche per film e commedie musicali. La Rai trasmise “Sinfonietta” un’altra produzione prima di altre composizioni che si avvicinano alla tradizione del canto popolare umbro.

Italo Ciaurro 14 marzo 1889 Cicciano - 24 agosto 1992 Terni.

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Artista polivalente, presso la scuola d’arte di Perugia, dove ottenne il titolo di insegnante di disegno. Nel 1912 militò nella Terni FootBall Club ovvero l’attuale Ternana. Tra Orvieto e Gubbio: nella cittadina della rupe diresse la fabbrica di ceramiche vascellari, poi nel 1923 espose le prime acqueforti prodotte. Ad Orvieto aprì una bottega di ceramiche, realizzando il rosone della facciata, le decorazioni fittili per il portico aggiunto e le piastrelle di ceramica per la parete esterna corrispondente al transetto della chiesa di Sant’Andrea. Nel 1932 mostrò personali di opere a Livorno, Genova e Roma. Si registrarono numerose iniziative nel periodo del conflitto tra Orvieto e Terni, esposizioni di pitture e composizioni prima di stabilirsi definitivamente nella conca nel 1948. Iniziò a collaborare con numerosi quotidiani, dedicandosi maggiormente all’arte delle ceramiche rispetto che alla pittura. Nel 1974 decorò l’altare del Sacro Cuore di Gesù della chiesa di San Pietro dei Fabbri a Terni. Restaurò a sue spese l’edicola (1977) con la Madonna e il Bambino e l’Incontro tra papa Urbano VIII e il vescovo di Orvieto che aveva eseguito nel 1933 in località Ponte del Sole.

Ugo Castellani 1890- 1957 Terni.

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Pittore. Le sue opere furono caratterizzate da una componente figurativa che sembrava risentire di certe lezioni della pittura macchiaiola. Un tragico evento segnò la sua vita: una bomba cadde sull’abitazione di via Alberto Mario distruggendo casa e un centinaio di dipinti ad olio. Nonostante ciò proseguì la sua attività fino a primi anni cinquanta

Gina Palmucci 3 giugno 1891 Terni – 15 aprile 1924 Roma.

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Cantante lirica. Si diplomò all’Accademia di Santa Cecilia a Roma prima di debuttare a Foggia, al teatro Dauno con “La Traviata” suscitando gli apprezzamenti dei critici, i quali la etichettarono cantante lirica del momento. Fortemente legata a Terni assunse il nome di Nera Marmora: Nera è il fiume che attraversa la città mentre Marmora cascata simbolo della stessa. Con l’impresa “Da Rosa Mocchi” fece parte di una compagnia artistica che affrontò una lunga tournee in America, 36 giorni di viaggio e spostamenti con i muli, dove si esibì in Argentina al teatro Colon di Buenos Aires. “Il cavaliere della rosa” di Strauss, nel ruolo di Sofia, “La rondine” di Puccini, nel ruolo di Lisette, “L'elisir d'amore” di Donizetti, ruolo di Adina, “Pagliacci” di Leoncavallo, ruolo di Nedda, “La Bohème” di Puccini, “La Walkiria” di Wagner, ruolo Musetta. Il direttore d’orchestra Gino Marinuzzi, in ricordo di quella stagione inaugurata il 22 maggio con il “Cavaliere della Rosa” di R. Strauss, disse: “Quella fu la migliore stagione di quante ne aveva viste il Sud America”. Non solo Argentina ma anche Cile dove a Santiago interpretò "Il segreto di Susanna" di E.Wolf-Ferrari. Ruolo Susanna, “Rigoletto” di Verdi, ruolo Gilda ed il “Il matrimonio segreto” di Cimarosa, ruolo Carolina. Tornò in Italia per esprimere il proprio talento nelle opere di Puccini, Verdi e Donizetti. L’atteso rientro a Terni ed un concerto tenutosi al teatro Verdi, in quella circostanza fu “Violetta” e la sua insuperabile esecuzione trascinò il pubblico presente. Il 26 dicembre 1921 si esibì alla Scala di Milano, una data importante per la carriera di Nera Marmora. Le ultime apparizioni risalgono a cavallo dei due anni al Politeama Fiorentino e al Verdi di Trieste

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