"I corsi di recupero non servivano, risarciteli", così la scuola finisce in tribunale

I genitori di una studentessa del Galilei avevano contestato la decisione di imporre le lezioni aggiuntive, ma i giudici del Tar danno ragione all'istituto

Compiti di matematica indigesti

No, l'idea che la figlia dovesse passare l'estate sui libri per recuperare le lacune in matematica che non gli avevano permesso di essere promossa direttamente all'ultimo anno di liceo proprio non andava giù. Anche perché le lezioni estive costano.

Così, una famiglia ternana ha trascinato davanti ai giudici del tribunale amministrativo dell'Umbria il ministero dell'Istruzione e il liceo scientifico Galilei di Terni per far annullare la decisione del Collegio dei docenti ritenuta "non motivata". Ma non solo. Ha chiesto anche il risarcimento del danno, almeno 5mila euro di cui 1.500 euro per le spese sostenute nelle ripetizioni di matematica.

I legali della famiglia hanno sostenuto "la mancata predeterminazione dei criteri da seguire per lo svolgimento dello scrutinio finale" lamentando un "eccesso di potere" da parte della scuola a fronte di presunti contraddittori verbali del Consiglio di classe dai quali si sarebbe evinto che il giudizio sulla studentessa era in realtà positivo. 

I giudici del Tar hanno tuttavia respinto tutte le richieste della famiglia smontando tutte le contestazioni. Le carenze, si legge nella sentenza, erano state segnalate dal Consiglio di classe che in base ai criteri fissati nel Piano triennale dell'offerta formativa, secondo cui "’alunno che presenta una o due insufficienze non gravi, o tali che il Consiglio di classe ritenga recuperabili, viene ammesso alla classe successiva con comunicazione agli interessati dei contenuti da rivedere e delle attività da svolgere nel periodo estivo", aveva deciso all'unanimità di rinviare la studentessa ai corsi di recupero. Le "gravi carenze" nel programma del secondo quadrimestre sono peraltro state ritenute "sufficienti a sorreggere un giudizio di non ammissione alla classe superiore". 

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Il Tar ha dunque rigettato il ricorso e "in via del tutto eccezionale" ha compensato tra le parti le spese del giudizio

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