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Domenica, 23 Giugno 2024
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Terni, solo telecamere autorizzate in consiglio comunale: “Nessun bavaglio alla stampa”

L’annuncio della presidente Sara Francescangeli: “Il regolamento disciplina la presenza dei mezzi di informazione”

Dopo i fatti avvenuti nell’ultimo periodo, con gli attimi di tensione tra il sindaco Stefano Bandecchi e i alcuni consiglieri di Fratelli d’Italia, arriva la novità: solo telecamere autorizzate in consiglio comunale. 

Ad annunciare la novità Sara Francescangeli, presidente del consiglio comunale, che ha tenuto a precisare: “Non ho mai inteso limitare la libertà di stampa che considero uno dei pilastri della vita democratica. Come presidente mi sono sempre assicurata che ci fosse l'attivazione dello streaming, cosa sempre avvenuta se non per imprevedibili problemi tecnici. È mio dovere svolgere con attenzione e imparzialità le funzioni di presidente del consiglio. Tra queste quella di assicurare che nella aula consiliare e in particolare nell'emiciclo ci sia rispetto delle regole e dei rapporti personali”. 

Sara Francescangeli fa riferimento all’articolo 80 del regolamento: “L'art 80 - che i consiglieri di opposizione non possono non conoscere - prevede che tra le persone presenti ci possano essere anche  i giornalisti per esigenze di riprese video. Devono comunque essere autorizzati dal presidente. La ratio dell'articolo è che le esigenze di cronaca non devono scontrarsi con le esigenze di piena funzionalità dei lavori del consiglio. D'altronde sempre l'articolo 80 specifica che giornalisti e operatori della comunicazione che rechino disturbo possono essere allontanati”. 

“Più complessivamente - conclude - è mia intenzione assicurare un clima sereno e collaborativo dove tutti possano svolgere il proprio ruolo nel massimo rispetto delle regole, di tutti i presenti e nel  sovraordinato interesse della comunità. La presenza delle riprese deve dunque costituire un valore aggiunto di trasparenza e non certo essere intesa come luci della ribalta per favorire atteggiamenti di protagonismo non consoni all'aula nella quale noi sediamo. È mio dovere valutare di volta in volta le condizioni e il clima dell'aula per applicare il regolamento nelle parti discrezionali di esclusiva competenza della presidente”.

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