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Tari nella bolletta elettrica, i dubbi di Federconsumatori: così le famiglie pagheranno di più

Dubbi dell’associazione sulla proposta avanzata dalla Lega per i comuni in dissesto come Terni. I conti: sui cittadini un costo di 53,50 euro ogni due mesi

Pagare la Tari nella bolletta elettrica come già avviene per il canone Rai? Si potrebbe anche fare. Conviene? Secondo Federconsumatori, no.

Comincia a far discutere la proposta avanzata dalla Lega ed inserita in un emendamento alla legge di bilancio che prevede la possibilità per i comuni in dissesto (come Terni) o predissesto di inserire la Tari direttamente in bolletta. L’obiettivo è quello di contrastare il fenomeno dell’evasione e dunque garantire alle amministrazioni comunali incassi sicuri.

L’idea del Carroccio - in fase di discussione alla commissione bilancio del Senato - è quella di prevedere la divisione della tariffa in sei rate mensili che finirebbero nella fattura inviata alle famiglie dal gestore del servizio elettrico. Mediamente, dati i costi del servizio rifiuti a Terni che si aggira attorno ai 249 euro anno (costo medio calcolato da Cittadinanzattiva per una famiglia di 4 persone in un appartamento di proprietà di 100 metri quadrati) significa dover fare fronte a rate mensili di circa 20 euro.

Conti che però Federconsumatori rivede al rialzo. “Condividiamo la necessità di un contrasto all’evasione in relazione a tale imposta, ma la soluzione non è certo quella di aggravare la spesa bimestrale dei cittadini, che già a fatica arrivano a fine mese - denuncia l’associazione dei consumatori - In questo modo, invece di pagare due volte l’anno (per un totale di 321,96 euro annui secondo le stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, per una famiglia media di 3 persone) i cittadini pagherebbero circa 53,50 euro in più ogni bimestre, aggravando la spesa già elevata per la bolletta elettrica, su cui già pesano oneri di sistemi insostenibili e rincari elevati”.
“Ci preoccupa, inoltre, la confusione avvenuta in occasione dell’introduzione del canone Rai in bolletta, con errori, addebiti doppi e impropri - prosegue l’associazione - Non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere con una tassa che, tra l’altro, è di competenza comunale ed in passato è già stata interessata da errori (non dimentichiamo la questione della Tari sulle pertinenze per cui molti cittadini attendono ancora i rimborsi). Infine, ci chiediamo con che criterio l’azienda venditrice di energia ripartisca tali introiti ai comuni e con quali costi”. “Chiediamo al governo di non approvare tale emendamento - afferma Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori - anzi, di predisporre al più presto una riforma equa degli oneri di sistema eliminando dalla bolletta elettrica inutili orpelli e componenti anacronistiche”.

E la voce del Governo si è fatta sentire per bocca del sottosegretario all’Economia, il leghista Massimo Garavaglia: “A me piacerebbe, ma non so se riusciamo”, ha detto, aggiungendo che sull’ipotesi di aggiungere la Tari nella bolletta elettrica “c’è qualche ritrosia”.

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