Ponti e viadotti nel mirino dopo Genova, Malfatti: "Non demolite la Telfer"

Il Centro studi chiede al Comune di trovare sponsor per restaurarla: "Se è pericolosa perché non si blocca il traffico?"

La Telfer di Papigno

"Non demolite la Telfer di Papigno". Le preoccupazioni a tutte le latitudini italiche sulla stabilità di ponti e viadotti dopo la tragedia di Genova hanno riacceso la luce sulle condizioni della passerella in metallo di Papigno, la Telfer, da anni al centro di un braccio di ferro tra l'amministrazione comunale - almeno quella passata - e chi ne chiede il restauro. Come il Centro studi Malfatti al quale non sono sfuggite le parole dell'assessore ai Lavori pubblici, Enrico Melasecche, dopo i controlli sui ponti della città. 

"In merito alla situazione del territorio comunale - aveva detto - confermo che tutto è sotto controllo. Fa eccezione, a detta dei tecnici, una struttura metallica su cui i tecnici sollecitano da anni un intervento risolutivo ed in merito alla quale verrà quanto prima indetto un summit tecnico-legale- amministrativo per prendere le decisioni del caso". La Telfer, appunto, per la quale la passata Giunta aveva elaborato un progetto di demolizione dal costo di 450mila euro approvato anche in consiglio comunale. Soldi da reperire attraverso un mutuo, soldi che il Comune non ha come non avrebbe quelli per restaurare la vecchia passerella. E che il Centro studi Malfatti vorrebbe reperire da qualche sponsor, magari dalla stessa acciaieria.

"Siamo alle solite, nuova Giunta, stesso stile - tuonano dal consiglio direttivo - certo che per buttare giù un altro pezzo di archeologia industriale non c'era bisogno di una eccellenza, o di un nuovo assessore, bastava lasciare mano libera a quelli che volevano demolire la Telfer molti anni fà, distruggendo il più imponente manufatto del genere in Europa, proprio nella città dell'acciaio, dove produrre e sostituire le parti ammalorate sarebbe stato poco più che un gioco da ragazzi. Non possiamo dimenticare che nella nostra acciaieria si sono formati i migliori ingegneri siderurgici del mondo, che qui si sono prodotti elementi di caldareria per le centrali nucleari, elementi per le raffinerie, le navi, anche da guerra, fucinati anche di enormi dimensioni. E ci vogliono convincere che qui, a casa nostra, non si possono realizzare pochi profilati per sostituire quelli corrosi dalla ruggine? E che non si riesce a concordare una forma di sponsorizzazione da parte dell'Acciaieria, come è già stato fatto per il pennone della fontana di Piazza Tacito? E’ proprio nei momenti difficili e nelle situazioni complesse che si vedono i cavalli di razza".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Come come mai - si chiedono poi dal Malfatti - se quel manufatto rappresenta da parecchi anni un pericolo per la pubblica incolumità non è mai stata emessa una ordinanza urgente per la chiusura al traffico della sottostante strada provinciale e la sospensione delle attività di rafting che sono svolte sistematicamente proprio sotto la Telfer, compreso anche un campionato italiano di canoa under 23 nel 20151 ? E adesso, oggi, dove sarebbe l'urgenza? E l'elemento della contingibilità? Terni ha bisogno di manager veri, visionari, capaci, esperti, di distruttori e pseudopalazzinari ne abbiamo visti per decenni".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus: “Siamo a Terni e non in qualche paese lontano da noi”. La foto scattata all’ospedale fa il giro del web

  • Risse per le strade di Terni e assembramenti in centro. Con il dpcm non cambia la musica

  • Arriva il dpcm di Conte, ma è scontro con le regioni. La Tesei pensa a un'ordinanza restrittiva

  • Terni a luci rosse, “lucciole” e trans venduti come schiavi del sesso: ecco l’operazione Doña Claudia

  • Addio a Maria Chiara. Mons. Piemontese: "Non esiste un'app "Immuni" per la droga. La felicità è altrove"

  • "Sognava di diventare medico". Gli amici e le istituzioni ricordano Maria Chiara. Oggi l'autopsia

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TerniToday è in caricamento