Tragedia a Genova, è subito psicosi: una vecchia crepa agita i ternani

Chieste verifiche sul ponte di via Eroi dell'Aria per una fessura sul tunnel in via del Sersimone, il dirigente: "Parte non portante, i ponti della città controllati dopo il sisma del 2016 ma dopo gli ultimi fatti doverosa una ricognizione". Toano, le rassicurazioni dell'Anas

La fessura nel tunnel in via del Sersimone

Le immagini del crollo del ponte Morandi a Genova, le storie delle decine di vittime della tragedia hanno sconvolto un Paese intero e colpito tutti nel profondo. E lo sgomento per l'idea che nel 2018 possano accadere cose del genere lascia ben presto spazio alla psicosi. Tutti, in tutte le città, ora buttano un occhio a ponti e viadotti cercando di capire se tutto sia a posto o se ci siano segni preoccupanti. 

Succede anche a Terni dove una vecchia crepa sotto il ponte di via Eroi dell'Aria, dove via del Sersimone si incrocia con via Bramante, desta allarme tra la gente. Foto e video rilanciati sui social che riprendono questa lunga fessura sono arrivati anche all'attenzione dell'assessore ai Lavori pubblici, Enrico Melasecche, che seppur in vacanza in Sardegna, ha dato mandato ai tecnici comunali di compiere delle verifiche. "E ho dato mandato anche di interessare il capo compartimento dell'Anas per una ricognizione su ponti e viadotti di loro competenza a partire da quello della Flaminia, molto alto, che attraversa la zona di Borgo Trevi". 

"La lesione in via del Sersimone, che è stata già oggetto di verifiche, è datatissima - spiega il dirigente ai Lavori pubblici, Roberto Pierdonati - probabilmente anche precedente alla messa in opera dei cavi del telefono che ci passano sopra e non si sono mossi da lì. Si tratta peraltro di un muro di contenimento e non di una struttura portante, non mi risultano problemi particolari". Poco più di un mese fa quella fessura era stata nuovamente segnalata all'amministrazione comunale, probabilmente da chi aveva notato un peggioramento, ma gli immediati sopralluoghi avevano escluso ogni tipo di pericolo tanto che non erano state previste nemmeno limitazioni al traffico, particolarmente sostenuto in quel tratto. La stessa fessura è visibile anche "viaggiando" su Google Maps che riporta immagini del 2017. 

In ogni caso la prudenza non è mai troppa. "Tutti i ponti di Terni sono stati controllati dopo l'ultimo terremoto del 2016 - prosegue il dirigente - ma alla luce di quanto successo a Genova sarà il caso di fare una nuova ricognizione". Tra le strutture di competenza del Comune ci sono ponte Carrara, ponte Garibaldi, ponte Romano, ponte Allende, il ponte tra viale Brin e via Mazzini ed altri che attraversano la zona industriale. Sui viadotti - come quello di Toano - la competenza è dell'Anas alla quale, come detto, si chiederà una verifica delle condizioni strutturali "Nei giorni scorsi - dice ancora l'assessore Melasecche - insieme all'assessore all'Ambiente, Benedetta Salvati, abbiamo avuto un incontro con Ast che, prima che avvenisse la tragedia di Genova, ci aveva già assicurato sulla tenuta dei ponti che loro compiono di routine visto che vengono sollecitati da camion che trasportano coils che possono arrivare anche a 100 tonnellate di peso". 

L'Anas: 350 milioni per ponti e viadotti

Sulle segnalazioni e le richieste di verifica arrivate da Perugia e Terni, non si è fatta attendere la presa di posizione dell'Anas che parla in particolare delle situazioni del viadotto che sovrappassa la E45 in corrispondenza dell’innesto del raccordo Perugia-Bettolle, in località Ponte San Giovanni, nonché al viadotto “Toano”, sulla SS675 a Terni. "Le immagini in cui è parzialmente visibile l’armatura in ferro mostrano il fisiologico deterioramento degli strati superficiali del calcestruzzo, causato nel tempo dagli agenti atmosferici, che non influisce sulla staticità dell’opera. Gli interventi di risanamento sono programmati nell’ambito delle normali attività di manutenzione straordinaria. Nel caso del viadotto di Ponte San Giovanni gli interventi sono già appaltati e saranno avviati a fine settembre".

Analoghi interventi - fanno sapere ancora dall'Anas - sono stati già eseguiti su altri viadotti, come nel caso del viadotto della E45 in località Collestrada (Perugia) sul quale stanno circolando immagini precedenti l’esecuzione dell’intervento di risanamento, completato nel 2017. Va in ogni caso precisato che anche in quel caso si trattava di deterioramento superficiale senza alcuna implicazione statica. Quella che in alcune immagini poteva sembrare una fessura aperta lungo una delle travi era in realtà uno spazio (giunto tecnico) tra due strutture portanti separate e indipendenti l’una dall’altra, realizzate in epoche diverse.

Il Contratto di Programma Anas 2016-2020 - dicono dall'azienda . prevede uno stanziamento di circa 350 milioni l’anno per interventi su ponti e viadotti sul territorio nazionale. Con la rimodulazione in corso a valere sul fondo infrastrutture, in via di definizione, è previsto un investimento di ulteriori 200 milioni di euro l’anno per interventi sempre su ponti e viadotti e una dotazione finanziaria per implementare l'installazione dei sistemi tecnologici di monitoraggio sulle opere. ​Tutte le opere d’arte di Anas sono oggetto di procedure standardizzate di controllo che prevedono ispezioni trimestrali da parte del personale di esercizio e un’ispezione tecnica più approfondita una volta all’anno.

"Sulla base di questo processo continuo di ispezioni e controlli - si legge nella nota dell'Anas - viene programmato il piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Sono stati fatti enormi passi avanti negli ultimi tre anni sul piano della conoscenza approfondita delle opere. Dal 2015, infatti, la programmazione dei lavori ha potuto contare sul decisivo sostegno di un’assegnazione delle risorse certa e di lungo periodo. Anas, negli ultimi tre anni, ha completamente ristrutturato e standardizzato tutta la filiera delle ispezioni e certificato i suoi ispettori. Inoltre, ha sviluppato un piano di monitoraggio elettronico di ponti e viadotti articolato in più livelli di controllo al fine di renderne realmente attuabile l'applicazione agli oltre 13000 ponti viadotti e cavalcavia della propria rete stradale".

La struttura di esercizio e sorveglianza di Anas, che può contare anche su oltre 110 ispettori certificati, ha eseguito dall’inizio dell’anno oltre 26mila ispezioni su più di 13mila opere tra ponti, viadotti e cavalcavia.

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