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Terni Valley, Federica Burgo eletta nuovo presidente: “La sfida di oggi è non arrendersi”

Rinnovo del direttivo nell’associazione dopo le dimissioni di Filippo Formichetti, con Tommaso Giani vicepresidente, Jacopo Borghetti segretario e Valerio Guidarelli tesoriere

Cambio al vertice nell’associazione Terni Valley. Ieri sera l'assemblea, preso atto delle dimissioni di Filippo Formichetti, ha proceduto al rinnovo del direttivo e eleggendo all’unanimità Federica Burgo come nuovo presidente. Sono stati eletti Tommaso Giani vicepresidente, Jacopo Borghetti segretario e Valerio Guidarelli tesoriere. 

“È necessario valorizzare - afferma il neo presidente - il nostro territorio e le persone che lo vivono, attraverso la ricerca, lo studio e la realizzazione di nuove soluzioni. Questo sarà attuato con il coinvolgimento di nuovi leader del cambiamento che sappiano pensare globale e agire locale, così da rendere Terni una città europea in cui poter vivere al meglio il presente e avere la possibilità di dirigerci con entusiasmo verso il futuro. Le elezioni del 2018 ci hanno chiamato a una grande responsabilità, che abbiamo portato a termine. In cinque anni abbiamo dimostrato di cosa siamo capaci e indicato l'unica via che potesse proseguire e rafforzare quel percorso di rinnovamento intrapreso e in grado di riavvicinare i giovani alla politica e alla partecipazione, in una città che drammaticamente sempre più invecchia e si spopola. Abbiamo tuttavia assistito al testa coda che ha portato fuori strada la sinistra, respinta dagli elettori perché percepita non in grado di rinnovare e attrarre. La sfida di oggi è non arrendersi, farlo significherebbe darla vinta definitivamente alle oligarchie dei partiti colpevoli del disastro elettorale. Nelle prossime settimane ristruttureremo la nostra associazione, allargando alla partecipazione di tutte e tutti coloro che vorranno, riprendendo in mano il filo delle idee originarie e portando a risorsa quanto abbiamo potuto dimostrare e imparare in questi ultimi cinque anni di presenza in consiglio comunale, come novità apprezzata dalla città e osteggiata dai vecchi apparati della sinistra locale, che vedevano in noi un pericolo. Il nostro faro sarà sempre quello di mettere in collegamento le diversità, che siano di generazione, di cultura, di tradizione e di pensiero che caratterizzano la nostra comunità in modo da creare sinergie che diano vita a nuovi progetti, e che rendano Terni una città progressista e democratica”. 

Nella lettera di dimissioni, Filippo Formichetti ha sottolineato: “È stata un'esaltante opportunità per fare esperienza e non posso che ringraziare tutti quelli che mi hanno supportato in questo periodo e dato questa straordinaria opportunità di poter partecipare alla vita pubblica cittadina per poter dare anche da giovanissimo il mio contributo. A oggi, purtroppo, vedo molte difficoltà nel trovare uno spazio nell’attuale realtà politica cittadina, in cui ogni forma di confronto e dibattito sembrano annullate a favore di un continuo tutti contro tutti, in cui per me non aiutano il tono e i metodi portati avanti dall'attuale amministrazione. Credo che, oltre a tutto quello che è successo nell’ultimo complesso periodo, sia comunque ancora importante impegnarsi per creare un’alternativa, capace di coinvolgere più persone possibile, che possa pensare ad una città diversa, una città solidale, aperta ed ecosostenibile, dando spazio anche ai tanti ragazzi che vogliono impegnarsi per Terni, cosa che troppo spesso anche i partiti non hanno adeguatamente incentivato e lo dimostra l’alta età media della classe dirigente ternana”. 

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