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"Terni "zona rossa"? Se serve per evitare ulteriori infezioni perché no". L'assessore Coletto non esclude restrizioni

Durante la conferenza stampa di aggiornamento della situazione epidemiologica in Umbria, l'assessore alla sanità Luca Coletto non esclude un provvedimento restrittivo per Terni: "Non decidiamo noi"

Durante la conferenza stampa di aggiornamento sull'andamento della curva epidemiologica, l'assessore Coletto apre alla possibilità di inserire anche Terni nel recinto della "zona rossa". Un eventuale provvedimento orientato in tal senso, risponderebbe alla necessità, tutta da verificare, di estendere una restrizione complessiva all'intera regione Umbria. 

Umbria in zona "rosso scuro"

Sono di oggi i dati forniti dall’ "European centre for disease prevention and control", l'osservatorio sull'epidemia dell'UE, che classificano l'Umbria come regione "Rosso scuro" insieme alla provincia autonoma di Bolzano. Secondo le indicazioni di colore del bollettino europeo, l'area rosso scuro è tale se il tasso di notifica del caso COVID-19 cumulativo di 14 giorni è pari o superiore a 500. 

Dagli ultimi dati forniti dalla regione, l'andamento del contagio in Umbria sembra si sia incamminato verso il sud spostandosi attraverso l'entroterra. Una situazione che sta facendo riflettere anche la direzione regionale della sanità umbra che ha già chiesto al ministero della salute e all'Istituto superiore di sanità di costituire un gruppo di lavoro specifico per decodificare i dati di questa nuova ondata.

Le dinamiche legate alla mutazione del virus, con le sue varianti ormai presenti in tutto il territorio nazionale, e l'evoluzione della curva sono al centro dell'attenzione dei comitati tecnici scientifici regionali e nazionali.

Coletto: "La salute pubblica sia fuori dalle beghe politiche"

Perentoria la posizione dell'assessore Coletto, che rispedisce al mittente il bailamme delle polemiche politiche legate al contenimento del virus e alla questione vaccini. Sulla zona rossa a Terni non mette veti: "Non saremo noi a decidere ma il comitato tecnico scientifico. Se la zona rossa sarà necessaria per evitare nuove infezioni a Terni, perché non farla. Ma la polemica politica deve stare fuori nell'affrontare questa emergenza".

Secondo l'assessore i punti da focalizzare per riportare sotto controllo la situazione, aggravata dalla presenza delle varianti inglese e brasiliana, dovrebbero riposizionarsi primariamente sull'attenzione alle cure domiciliari: "Le indicazioni del governo per le cure domiciliari erano il trattamento col paracetamolo e cortisone. Decisamente poca cosa. Dobbiamo potenziare il controllo del virus quanto più possibile nel trattamento in casa. Ci focalizziamo troppo sui ricoveri e le terapie intensive che sono solo la coda del virus. Dobbiamo potenziare la distribuzione dei vaccini e devono essere prese decisioni dall'Aifa. Valuteremo se, come regione, acquistare direttamente noi le dosi. Intanto guardiamo al mercato". 

Ma poi non si lascia sfuggire una polemica meramente politica: "Certo, forse con 425 milioni di euro spesi per i "banchi da competizione" avremmo potuto comprare molti vaccini. Ma quelle sono scelte".

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