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Coronavirus, la testimonianza di un fotografo ternano: “Un passo indietro per i matrimoni tradizionali in vista dell’auspicata ripartenza”

Alessandro Mari dell’omonimo studio fotografico: “Chi si è sposato al chiuso ha dovuto convivere con le forti restrizioni, tra distanziamento, mascherine e numero ridotto di partecipanti all’interno”

foto di repertorio

Il comparto del wedding ha subito ingenti conseguenze, a seguito della diffusione dell’emergenza sanitaria. Al di là di una sporadica ripartenza, peraltro molto contenuta nei numeri della stagione estiva scorsa, è rimasto praticamente fermo, in attesa di auspicate novità sul fronte pandemia. Al momento, come è noto, non è possibile prevedere degli spiragli sia per ciò che concerne l’andamento epidemiologico che sul fronte vaccinazioni. I professionisti dello studio Alessandro Mari Photography si occupano di foto e video di eventi - soprattutto matrimoni – svolgendo tale attività in diverse regioni della penisola. Abbiamo chiesto come stanno vivendo questo periodo di restrizioni, anche in previsione della bella stagione.  

“Siamo quasi completamente disoccupati” esordisce Alessandro che lavora all’interno di un team, dove è stato necessario reiventarsi. Ad esempio: “Le nostre collaboratrici, nel contempo, hanno trovato qualcos’altro per arrangiarsi. L’aspetto particolare della vicenda, non me lo sarei mai immaginato, è stato quello di passare intere giornate a risolvere problemi. Sotto certi punti di vista come se fossi uno psicologo” ed il professionista sorride mentre lo afferma, poiché effettivamente la situazione è davvero complessa. “Tante coppie chiedevano dei consigli, su come agire e fare, a partire dal marzo 2020. Sinceramente speravo si risolvesse prima, magari superare il problema definitivamente verso luglio-agosto. Nessuno di noi poteva ipotizzare un epilogo del genere”. Una leggera inversione durante l’estate: “Qualcosa abbiamo fatto. Principalmente prestato la nostra professionalità a supporto di coppie organizzatesi all’ultimo momento. Il 90% delle cerimonie in programma sono saltate. Abbiamo lavorato grazie a chi si è fatto forza ed organizzato il tutto negli ultimi 15 giorni, massimo un mese. Le cerimonie – aggiunge - si sono tenute principalmente in chiesa, oppure riti civili all’aperto. Chi si è sposato al chiuso ha dovuto convivere con le forti restrizioni tra distanziamento, mascherine e numero ridotto di partecipanti. Per i matrimoni all’esterno tutto è andato abbastanza tranquillo”.

Cosa è cambiato: “Prima del Covid oltre ai tantissimi servizi, ero sempre in giro ad incontrare le persone. Risultava difficile pianificare la giornata. Ora è tutto stravolto. I primi tre quattro mesi li abbiamo trascorsi a riprogrammare gli eventi. Un vero peccato poiché era stato predisposto un nuovo studio, come punto di ritrovo sia per collaboratori che clienti. È naturalmente rimasto chiuso, dopo averlo attrezzato anche con una comfort zone. Lavoravamo molto con le coppie straniere che organizzavano i loro matrimoni in Umbria ma anche Toscana, Puglia e lungo la costiera Amalfitana. Forse – aggiunge Alessandro- non ci rendiamo bene conto della ricchezza della nostra terra. Siccome gli inglesi si stanno vaccinando in massa ultimamente, tutto l’iter si sta riattivando e sono fiduciosi di poter tornare in Italia. Da maggio, secondo le loro normative, potranno ad esempio prendere l’aereo. Da pochi giorni è stata stilata una lista di date e linee guida che consente di agire di programmazione, in vista di una ipotetica vacanza o lavoro fuori dai confini nazionali. Così hanno una vaga idea di cosa fare. Naturalmente tutto ciò è condizionato dalla curva pandemica”.

L’esperienza sul campo ed una possibile soluzione che Alessandro suggerisce, per contemperare alle criticità legate al momento ed il coronamento di un percorso d’amore: “I matrimoni si potrebbero organizzare meglio, magari un pizzico diversamente. Gli sposi dovrebbero fare un passo indietro – ad esempio ridurre anche il numero degli invitati - organizzando pranzi e cene all’aperto, così come le cerimonie o riti civili. Una tradizione molto utilizzata dagli stranieri. Capisco che il sacramento è più bello al chiuso però, in questo momento così delicato, venirsi tutti incontro potrebbe essere una buona soluzione. Aiuterebbe, ad esempio, a rimettere in modo il comparto e soprattutto evitare il rischio di contagio. Una soluzione necessaria proprio per la sicurezza e la salute di tutti. In Umbria tale cerimonia è concepita con il classico pranzo o cena dentro la sala. I matrimoni all’aperto sono bellissimi. Rivederli sarebbe utile per consentire uno svolgimento più tranquillo e sicuro. Un consiglio che mi sento di dare, non solo da fornitore ma anche da amico. È sicuramente meno rischioso”.

Il futuro prossimo: “Vorrei essere positivo e sperare che con la bella stagione la situazione possa migliorare. Al momento quasi tutti gli eventi programmati di aprile e maggio sono stati cancellati. Magari qualcuno aspetterà il nuovo decreto, in scadenza ad inizio prossimo mese. Dopo un anno ‘sabbatico’ rischiamo di rivedere tutte le nostre strategie operative” chiude Alessandro. “Incertezza ma anche fiducia”.

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