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Venerdì, 9 Dicembre 2022
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Inquinamento, De Luca: “Record a Maratta ma i caminetti restano spenti: rimodulare i fondi dell’Accordo di Programma”

L’intervento del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle: “Già superati i limiti dei livelli di concentrazione stabiliti, ad oggi 36 sforamenti dall'inizio dell'anno”

“Anche nell'ottobre più caldo degli ultimi 40 anni sono stati superati per ben sei volte i limiti medi giornalieri di 50 µg/m3. L'anno scorso nello stesso mese si verificarono zero sforamenti. Sarà colpa dei caminetti e delle stufe?”. 

Questo l’intervento del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Thomas De Luca, che interviene in merito alla situazione ambientale nella conca ternana. “Dopo i livelli record di metalli pesanti che abbiamo documentato nei giorni scorsi con nichel (30 volte i livelli di Perugia) e cromo (130 volte i livelli di Perugia) da record questa volta l'allarme arriva dai livelli di polveri fini presenti nell'aria. Mentre la furia ideologica negazionista della destra continua a prendersela con caminetti e stufe la situazione ambientale della conca continua, sempre più drammatica. Contro ogni logica, contro ogni studio accreditato e contro ogni senso del ridicolo si continua ad affermare che la causa principale dell'inquinamento a Terni dipende per il 75% dai caminetti e in conseguenza di ciò si continuerebbero a spendere inutilmente milioni di euro per iniziative in comunicazione volte ad alterare la percezione dei cittadini che i loro camini e stufe siano la causa dell'eccesso delle polveri fini che puntualmente si registrano a Terni con valori anomali di metalli pesanti”.

“A tale riguardo con un'interrogazione a risposta orale in discussione nel prossimo question time di martedì 8 novembre abbiamo chiesto all'assessore Morroni la revisione dell'Accordo di Programma con il Ministero per la Transizione ecologica che avrebbe avanzato la disponibilità di ulteriori 25 milioni di finanziamento in relazione all’Area ambientale complessa della Conca ternana. Importanti risorse che secondo il Movimento 5 Stelle andrebbero spese per studi epidemiologici, eziologici e attività di screening sulla popolazione esposta così come richiesto dall'Istituto superiore di Sanità che ha analizzato l'eccesso di patologie tumorali attraverso lo studio Sentieri, e per un vero processo di transizione ecologica verso sistemi di produzione sostenibili con modalità di monitoraggio, controllo e repressione delle emissioni fuggitive negli impianti industriali”.

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