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Tirreno-Adriatico, "Proietti ha agito nella regola. Dall'opposizione polemiche da bar dello sport". L'attacco di Fratelli d'Italia

In una nota del partito si precisa che i ciclisti "essendo professionisti e quindi autorizzati a svolgere gare di interesse nazionale, sono costantemente seguiti dai protocolli anti covid e quindi sottoposti ai tamponi obbligatori"

Nuova puntata della polemica sui presunti assembramenti durante la passerella della Tirreno-Adriatico che ha avuto luogo in centro città sabato 13 marzo. A riportare la palla avvelenata nel campo dell'opposizione, è il gruppo comunale di Fratelli d'Italia, congiuntamente alla consigliera regionale Elenorona Pace e alla sgreteria provinciale del partito.: "Respingiamo categoricamente al mittente le accuse mosse riguardo la richiesta di dimissioni dell'assessore allo sport Elena Proietti - si legge in una nota -. Se per assembramento si sottolinea il fatto che i ciclisti al momento della partenza della gara Tirreno-Adriatico erano tutti in gruppo alla partenza.

Ricordiamo alla minoranza - prosegue la nota - che essendo professionisti e quindi autorizzati a svolgere gare di interesse nazionale, sono costantemente seguiti dai protocolli anti covid e quindi sottoposti ai tamponi obbligatori. Per quanto riguarda la presenza del pubblico registriamo che il tutto si è svolto con la totale responsabilità dei presenti attenendosi ad un effettivo distanziamento sociale per la salvaguardia della salute pubblica e quindi non si capisce cosa hanno visto gli occhi della minoranza.

Precisiamo, inoltre, che non c'è alcuna difesa delle poltrone anzi, l'operato degli amministratori di Fratelli d'Italia ha anche lo scopo di offrire alla comunità locale occasioni ed eventi che possano portare una boccata di ossigeno alle attività produttive e ricettive pur rimanendo nei canoni della sicurezza della salute pubblica".

Quindi la stoccata finale all'opposizione: "L'opposizione farebbe bene ad affrontare temi ben più seri invece di avvelenare i pozzi della dialettica, ricordandogli, se ancora ce fosse bisogno, che queste polemiche da bar dello sport sono il frutto di una cultura politica che ben conosciamo e che ha portato il nostro territorio alla situazione attuale dopo i ripetuti governi di sinistra".

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