Trasporto disabili, dopo le famiglie adesso tremano anche i lavoratori

L’attacco di Cgil e Cisl: a rischio la qualità del servizio e la salvaguardia dei livelli occupazionali, non ci sono certezze per il futuro

Il servizio di trasporto disabili continua a suscitare polemiche. Dopo le diverse segnalazioni sui disservizi che avrebbero accompagnato l’avvio della nuova formula, i sindacati (Valentina Porfidi per la Fp Cgil e Sergio Sabatini per la Fisascat Cisl) tornano a mettere al centro del dibattito il futuro occupazionale dei lavoratori.

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“Quanto accaduto con l’avvio del nuovo e ‘innovativo’ servizio trasporti ai disabili, come definito dall’assessore Cecconi, è di una gravità inaudita, trattandosi di un servizio che necessita di una professionalità evidenziata anche dalla tipologia di utenti cui si riferisce”, scrivono in una nota congiunta Porfidi e Sabatini.

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Un servizio che poteva continuare tranquillamente fino al prossimo anno, vista la proroga effettuata dagli uffici competenti, avviando contestualmente un tavolo e definendo un percorso di coinvolgimento tra le famiglie e le organizzazioni sindacali così come richiesto in tutte le sedi: consiglio comunale, seconda commissione, prefettura. Da subito – rilevano Cgil e Cisl - abbiamo ritenuto opportuno rappresentare le criticità sia dei livelli occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nell’appalto, sia nella tutela degli utenti e delle famiglie e del buon funzionamento del servizio. Abbiamo chiesto all’assessore Cecconi di ascoltare, così come fatto nei confronti del sindaco, che dopo vari rinvii ha preferito non presentarsi”.

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Il tema della salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori non più impiegati nell’appalto, la professionalità, l’età anagrafica elevata con conseguente difficoltà nel reimpiego e qualità del servizio offerto dall’amministrazione pubblica, rimangono questioni centrali del nostro ragionamento. Sicuramente il sindaco avrà avuto altre priorità, ma ad oggi i lavoratori non hanno prospettive per il futuro e certezze occupazionali. L’attenzione che merita questo tema, così come quello relativo al sociale nella sua interezza – concludono Porfidi e Sabatini - è una pretesa che abbiamo come organizzazioni sindacali e come cittadini”.

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