Lunedì, 20 Settembre 2021
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Ex Fcu, riapre la linea Todi-Terni: “Asset strategico per il rilancio infrastrutturale dell’Umbria”

La soddisfazione della Filt Cgil: collegamento che contribuirà a salvaguardare la parte est della nostra regione, ma ora servono più treni e collegamenti anche in termini di alta velocità

Sembra prossima la riapertura della linea ferroviaria ex Fcu che collega Perugia a Terni nel tratto compreso fra Todi e la città dell’acciaio, ormai chiusa da ani e il cui collegamento veniva garantito attraverso gli autobus,

Un passo in avanti che viene visto con soddisfazione dalla Filt Cgil dell’Umbria: “Si tratta di un asset strategico - afferma Ciro Zeno, della segreteria regionale del sindacato trasporti Cgil - che accanto alle linee già esistenti, come la Firenze-Roma che passa per Orvieto, la Roma-Ancona che passa per molte città umbre, incluse Foligno e Spoleto, e la linea Città di Castello-Umbertide-Perugia (che va però certamente potenziata e velocizzata), contribuirà ad un forte slancio infrastrutturale per la nostra regione e garantirà un sicuro ritorno positivo in termini di movimentazione di persone e merci e anche di turismo”.

Secondo la Filt Cgil con questa apertura l’Umbria farà un importante salto avanti in termini di infrastruttura ferroviaria. Il capoluogo Perugia avrà infatti una seconda linea per raggiungere velocemente la capitale, così come l’altro capoluogo provinciale, Terni. E anche comuni come Todi e Marsciano (solo per citarne alcuni) potranno beneficiare di un collegamento su ferro con Roma. Dunque, accanto alla tratta Città di Castello-Umbertide-Perugia-Foligno-Terni, questa linea contribuirà a salvaguardare la parte est della nostra regione. “Come Filt Cgil - sottolinea ancora il segretario Ciro Zeno - chiedevamo da tempo e con caparbietà questo intervento, a tutti i livelli istituzionali, e ora con un pizzico di orgoglio possiamo dire di avere dato il nostro contributo affinché ciò divenisse realtà. Molti milioni di euro di investimenti, che tra l’altro saranno linfa occupazionale e che lasceranno in eredità alla nostra regione, ancora per molti anni, una linea ferroviaria moderna e soprattutto di interesse strategico nazionale. Ora però - conclude Zeno - serve che le istituzioni locali e la Regione valorizzino queste potenzialità, inserendo più treni e più collegamenti con le altre città d’Italia, anche in termini di alta velocità”.

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