“Trenta vetrine serrate in Corso Tacito. Nessuno se ne è accorto? La città deturpata da cartelloni che falsano la situazione reale”

La riflessione di Giampiero Raspetti sul centro cittadino: “Terni ha bisogno di stati generali che prescindano dai partiti e dalle fazioni”

foto Giacomo Sirchia

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Giampiero Raspetti, sulla situazione economica in cui versa la città. Focus su Corso Tacito e le possibili iniziative per dare nuovo impulso al centro cittadino. Difficoltà che stanno attraversando soprattutto le attività commerciali.

“Trenta le vetrine a vario titolo serrate in Corso Tacito, cuore pulsante di Terni, arteria sempre intasata da placche aterosclerotiche costituite da auto, motorini e camioncini. Come se esclusivamente al centro città urgessero lavori e consegne e ci fosse urgente bisogno di varie industrie e lavori”.

“Trenta vetrine cancellate – sottolinea Raspetti - in una via dove sono presenti, in preponderanza, banche e fondazioni, appare come un segnale super allarmante e ci si domanda: ma nessuno se n’è mai accorto? La domanda non ha nulla di retorico, di subdolo né di sovversivo perché, in caso di attenta e scrupolosa sorveglianza, la cittadinanza tutta sarebbe stata messa immediatamente al corrente di progetti di salvazione”.

“Al danno si aggiunge però la beffa – afferma - perché quasi tutte queste ex vetrine, falcidiate dal male profondo che investe, non da oggi la nostra città, sono deturpate, in maniera non nobile, da cartelloni che ingannano il lettore e falsano profondamente una situazione reale che, invece, è tristissima e pericolosissima. Cartelloni che osannano una Terni che non c’è più e, forse, non c’è mai stata”.

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La riflessione sul centro cittadino

“Purtroppo occorre prendere atto di come non si evidenzi la minima idea di quello che deve essere il centro di una città. Si pensa ancora che il male sia l’assenza di auto a motore, come avrebbero potuto pensare degli idioti di 500 anni fa, quando questi mezzi di trasporto non c’erano. Si congetturano rimedi strabilianti per il commercio e non si vuol riconoscere che, se si pensa come un anno fa, nonostante quello che oggi stia cambiando, è come se utilizzassimo, tout court, il pensiero di 500 anni fa. Costoro, obsoleti e inutili, disegnano non una città “smart”, ma una città “stupid”!”

Le possibili soluzioni per ripartire: “Terni ha invece bisogno di Stati Generali per la sua salvazione, incontri che prescindano dai partiti e dalle fazioni. Io, per la mia piccolissima parte, ci sto lavorando alacremente e cercherò, invitandola alla collaborazione, di unire tutta la cittadinanza. Però, isolato ormai da tutto, non ho -né mai ho avuto- alcun peso partitico, ma non esiterò ad impegnarmi e a soddisfare quel senso civico che ognuno di noi dovrebbe avere”

“Chi ha lana fili, dunque, chi non ha lana, lasci il posto agli altri. Chi ha lana? Chi non si nasconde, chi non scappa, chi è in grado di produrre e presentare non solo idee, ma progetti per una città non interpretata solo in base ad alcuni suoi segmenti di piccolissimo cabotaggio, ma, avendone una visione integrata, complessiva, sappia quale città dobbiamo, insieme, accingerci a rifondare. Non possiamo più permetterci divagazioni o contraffazioni” conclude Raspetti. “Non c’è più tempo per i garruli trastulli”.

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